
Il modo in cui si gestiscono i propri risparmi è cambiato moltissimo dall'inizio degli anni 2000 a oggi. Poco più di vent'anni fa, il punto di riferimento principale era l'impiegato della banca sotto casa, e ci si doveva fidare della sua competenza a causa della scarsa istruzione in merito. La figura del consulente finanziario allora definito promotore finanziario esisteva ma iniziava gradualmente a entrare nella vita degli italiani. Con la diffusione di internet e degli smartphone, però, le regole del gioco si sono ribaltate, mettendo moltissime informazioni alla portata di tutti.
Oggi basta qualche clic per controllare l'andamento dei mercati, confrontare i costi dei vari fondi o leggere le ultime analisi economiche. Questa facilità di accesso ha reso gli investitori italiani molto più attenti ed esigenti: non ci si accontenta più dei pacchetti standard uguali per tutti, ma si cercano soluzioni su misura.
In questo percorso verso scelte più consapevoli, realtà con decenni di esperienza come SoldiExpert SCF acronimo di Società di Consulenza Finanziaria si sono ritagliate un ruolo importante, diventando un punto di riferimento crescente per chi cerca un supporto basato sulla reale indipendenza.
Le tappe che hanno cambiato le regole e protetto i risparmiatori
Dietro a questa evoluzione non c'è solo la tecnologia, ma anche una serie di riforme nate per difendere chi investe.
La prima svolta è arrivata nel 2007 con la direttiva europea MiFID I, che ha introdotto un obbligo di migliore trasparenza in merito alle condizioni di mercato e di maggiore profilazione del cliente: da quel momento, le banche hanno dovuto far compilare dei questionari e proporre solo strumenti adatti al profilo di rischio di ogni singola persona.
Qualche anno dopo, per migliorare l'efficienza, la trasparenza e la sicurezza dei mercati finanziari europee dopo un periodo di crisi, l'Europa ha stretto ancora di più le maglie del controllo con la MiFID II (Direttiva 2014/65/UE), recepita in Italia nel Testo Unico della Finanza.
Una data chiave per il nostro Paese, però, è il 1° dicembre 2018. In quel giorno è nato ufficialmente il nuovo Albo dei consulenti, un passo storico che ha finalmente legalizzato e regolamentato l'attività delle società di consulenza finanziaria indipendenti (SCF) come dei consulenti autonomi.
Nuove figure che si affiancano a quelle del consulente finanziario tradizionale (l’ex promotore finanziario) che lavora per conto di banche e reti.
Dallo sportello ai webinar: la rivoluzione digitale della finanza
Insieme alle leggi, anche il rapporto con il consulente è cambiato molto. Agli incontri in ufficio si sono affiancate piattaforme online, videochiamate, webinar di approfondimento e app per monitorare il portafoglio in tempo reale.
Questo passaggio al digitale non ha solo velocizzato le cose, ma ha permesso la diffusione di modelli di consulenza prima quasi sconosciuti.
Le Società di Consulenza Finanziaria (SCF) indipendenti ne sono l'esempio perfetto. Queste strutture non toccano i soldi dei clienti e non guadagnano sulle vendite dei prodotti; lavorano solo su una parcella dichiarata fin da subito e questo permette loro di analizzare e consigliare gli strumenti finanziari più adatti al cliente senza alcun tipo di vincolo o conflitto di interessi. Oltretutto tutti i consulenti e gli intermediari hanno l’obbligo di indicare il costo di strumenti o prodotti con la massima trasparenza. Consulenti autonomi ed SCF prestano quindi molta attenzione al costo degli strumenti suggeriti e al rapporto rischio/rendimento. Se consigliassero prodotti più “costosi” il loro ritorno su questi sarebbe nullo.
L'identikit del risparmiatore moderno: informazione e trasparenza
Tutti questi cambiamenti hanno plasmato il profilo dell'investitore odierno, che si presenta sul mercato con caratteristiche molto diverse rispetto al passato.
Il risparmiatore di oggi è decisamente più informato, ha familiarità con i concetti finanziari di base e mostra una spiccata autonomia nella prima fase di analisi e ricerca online. La caratteristica principale che muove le sue scelte è la ricerca della massima trasparenza, intesa come la pretesa di conoscere con precisione quanto costa un servizio, quali sono i rischi reali associati a un portafoglio e quali logiche guidano i suggerimenti ricevuti.
Questo livello di esigenza ha reso obsoleti i vecchi approcci commerciali, trasformando la consulenza da una semplice attività di vendita di prodotti finanziari a un servizio di pianificazione strategica e di vera e propria educazione finanziaria continuativa.




















