
Occorre che impariamo tutti a porre ‘attenzione all’altro’, e sin dalle scuole elementari per formare giovani aperti alla vita e alla solidarietà e con sani stili di vita. Solo così possiamo a assicurarci che nei prossimi anni, all’età della maturità scolastica, i giovani, come fatto naturale, donino il sangue e che si superi quel gap che vede oggi i giovani donatori in Italia in forte calo. E’ quanto la dottoressa Maria Luisa Ventura, direttore del Centro Regionale Sangue, ha auspicato nel suo intervento - da remoto – e il suo sogno di vedere una Sicilia eccedentaria in termini di raccolta sangue e di emocomponenti, “perché le premesse ci sono e possiamo farcela”.
A invitarla all’incontro che si è svolto nell’Aula Consiliare del Comune di Tremestieri Etneo, nel pomeriggio di giovedì 9 luglio, il presidente dell’Advs Fidas Catania dott. Salvatore Caruso, d’intesa con i componenti della Commissione Straordinaria, la dottoressa Giuseppina Maria Patrizia Di Dio Datola, la dottoressa Maria Salerno e il dott. Vincenzo Lo Fermo.
Per una campagna di sensibilizzazione alla donazione del sangue “per una Estate serena” che vuole coinvolgere sempre più il territorio nell’atto semplice e solidale del dono, che deve essere impegno di tutti perché cittadini che abbiamo gli stessi diritti, il diritto alla salute e alle trasfusioni quando necessario, e doveri e tra questi quello del donare il sangue, visto che non può essere costruito in laboratorio e che solo la generosità e il senso del dovere e di attenzione all’altro e ai suoi bisogni, sono imprescindibili e necessari.
Al centro deve essere l’uomo, la persona innanzitutto, e le istituzioni e ciascuno di noi devono ricordarlo, come sottolineato da don Gaetano Sc iuto, parroco della chiesa madre di Santa Maria della Pace, richiamando la recente enciclica di papa Leone XIV, “Magnifica humanitas”. Così come bisogna che istituzioni e volontariato del sangue lavorino insieme nella comune causa di promozione della donazione ed anche i beneficiari “cronici” del sangue donato, come i talassemici e gli emoglobinopatici, per i quali il 23% delle donazioni di sangue in Sicilia (oltre 40 mila unità di emazie concentrate) deve essere loro assicurato per le cure primarie di sussistenza e di qualità della vita.
“Sta facendo tanto l’Advs Fidas a Tremestieri Etneo e nel suo hinterland, e la città di Catania compresa, ponendosi come un’eccellenza nella provincia di Catania per l’impegno costante a favore dei bisogni trasfusionali dell’Ospedale Garibaldi”, ha riferito il dott. Santi Sciacca, direttore del Servizio Trasfusionale dell’Arnas Garibaldi, evidenziando tra l’altro l’importanza della promozione della donazione di sangue tra i cittadini non italiani, al momento 1 donatore straniero su 10 donatori, e gli ottimi risultati al riguardo raggiunti dall’Advs Fidas.
A prendere la parola anche il dott. Vincenzo Caruso, nel ruolo di moderatore e direttore sanitario dell’Advs Fidas Catania, e Milena Nicotra vice presidente dell’Atog – Associazione Talassemia Ospedale Garibaldi. L’incontro si è concluso con i ringraziamenti agli intervenuti nell’Aula e ai relatori da parte della dottoressa Di Dio Datola, a nome della Commissione Straordinaria, con l’impegno a sostenere le iniziative promozionali del dono soprattutto in ambito scolastico e con l’avvio del nuovo anno scolastico.
V. C.








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