La First Lady della Corea del Sud alla Accademia di Belle Arti di Roma, unico luogo in Italia dove si produce la carta di gelso, Hanji, con cui si restaurano i libri antichi

Kim Jung-sook, first lady Corea del Sud

La first lady della Corea del Sud, Kim Jung-sook, moglie del presidente Moon Jae-in in Italia per il G20, ha incontrato sabato 30 ottobre gli studenti, la direttrice e i professori dell’Accademia di Belle Arti di Roma, unico luogo in Italia dove si produce la carta coreana di gelso, l’hanji, cui si restaurano i libri antichi. L’Hanji è una carta particolare, realizzata a mano lavorando la corteccia del Dak (il gelso coreano) senza nessun composto chimico, caratterizzata da una elevata durata nel tempo e per questo utilizzata nel restauro di libri e documenti antichi da realtà come il Vaticano, il Museo del Louvre e l’Istituto Centrale per il Restauro. La visita della First Lady coreana è stata l’occasione per una dimostrazione dal vivo da parte degli studenti dell’Accademia della lavorazione di questa carta, un evento unico, in quanto l’Hanji non è prodotta al di fuori dei confini coreani. La strumentazione per realizzarla è stata donata infatti negli scorsi anni dall’Ambasciata della Repubblica di Corea e utilizzata per creare anche diverse opere di arte contemporanea da parte degli stessi studenti.

Kim Jung-sook, first lady Corea del Sud e la carta Hanji

Kim Jung-sook ha inoltre incontrato una delegazione di studiosi e professionisti italiani dell’Hanji, che hanno illustrato come la carta Hanjisia utile per allungare la vita di documenti e libri grazie alle caratteristiche uniche che la contraddistinguono, mentre un maestro dell’arte Hanji ha a sua volta raccontato i segreti di questa carta. In Corea questo materiale viene utilizzato, oltre che per la scrittura e la pittura, anche per le porte e le finestre delle case sfruttando le caratteristiche isolanti della carta, ma che permette alla luce di filtrare. È possibile trasformarla in spaghi e corde, laccarla, olearla così da trasformarla in oggetti, come scatole, statue del Budda e anche vestiti. L’hanji è stato protagonista della mostra “Hanji – Viaggio nei territori della carta” dove gli studenti dell’Accademia di Belle Arti hanno applicato all’arte contemporanea aprendo un dialogo mai sperimentato prima: il pensiero occidentale applicato alla metodologia tecnica orientale, per  una sintesi poetica tra le due culture.

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