Alla 41^ edizione delle “Giornate del Cinema Muto” un pezzo di Sicilia con “La Montagne Infidèle” di Jean Epstein sull’eruzione dell’Etna del 1923

La Montagne infidèle (La montaña traidora) (FR 1923) di Jean Epstein - Credit: Filmoteca de Catalunya, Barcellona

Alla 41^ edizione delle Giornate del Cinema Muto di Pordenone sarà presentato un pezzo di Sicilia con Il perduto e ritrovato “La Montagne Infidèle” di Jean Epstein sull’eruzione dell’Etna del 1923, nella versione restaurata dalla Filmoteca de Catalunya. La Montagne Infidèle è un corto considerato a lungo perduto, sull’eruzione dell’Etna avvenuta la notte del 16 giugno 1923. Il raro filmato, ritrovato e restaurato dalla Filmoteca de Catalunya, sarà presentato lunedì 3 ottobre a Pordenone. Epstein mostra una visione idilliaca del paesaggio siciliano sconvolto dalla furia distruttrice della lava documentata dall’eruzione del vulcano. A nulla servono le immagini dei santi protettori e la presenza delle guardie fasciste, garanti dell’ordine del nuovo regime appena salito al potere, che si vedono in un’inquadratura affacciate a un balcone.

La presentazione de La Montagne Infidèle è uno degli avvenimenti più importanti della 41^ edizione delle Giornate del Cinema Muto che terminerà l’8 ottobre proponendo al pubblico del festival un ricchissimo programma visibile anche su Mymovies.

Il ritrovamento della Montagne Infidèle aggiunge un tassello alla conoscenza dell’opera di Jean Epstein, che proprio al film dedicò un saggio nel suo libro di scritti sul cinema. Un ritrovamento importante da parte della Filmoteca de Catalunya, che ne ha anche curato il restauro. La Montagne Infidèle è stato a lungo il pezzo mancante dell’opera di Epstein. La riscoperta ha permesso di colmare una lacuna riguardante non solo il lavoro del cineasta ma anche la nostra conoscenza del cinema francese degli anni Venti.

La notte del 16 giugno 1923 l’Etna iniziò ad eruttare sul versante nord. Quattro giorni dopo, il Pathé-Consortium-Cinéma aveva predisposto di inviare in Sicilia Jean Epstein e gli operatori Paul Guichard e Léon Donnot con 5000 metri di pellicola e una macchina da presa Caméréclair a quattro obiettivi. Una volta arrivati sull’isola, il 24 giugno, ottennero dalla Prefettura di Catania il permesso di salire sul vulcano. L’eruzione era già stata filmata dagli operatori dei cinegiornali e, sebbene stesse finendo, sarebbe cessata il 18 luglio, la lava continuava a scendere dalla montagna. Epstein rammenta che il viaggio durò circa quindici giorni. il film inizia presentando la Sicilia come un paesaggio rurale, fertile e idilliaco, con il vulcano minaccioso, che gli abitanti dell’isola cercano di combattere con l’aiuto dei santi protettori. Le immagini filmano la distruzione causata dall’eruzione vicino alla cittadina di Linguaglossa. Si vedono le case sepolte dalla lava e, come garanti dell’ordine pubblico, le camicie nere fasciste. La Montagne infidèle fu proiettato per la stampa il 22 agosto 1923 e a ottobre di quell’anno sarebbe uscito all’interno di un programma Pathé distribuito internazionalmente. Tra i luoghi della Sicilia che vengono mostrati anche Siracusa, con la grotta chiamata Orecchio di Dionisio. Secondo il resoconto dell’epoca Epstein, Guichard e Donnot girarono a Linguaglossa e sul vicino Monte Rosso, vicino al cratere in attività e nella regione di Siracusa, fermandosi anche a Taormina, Catania e Messina. La Montagne infidèle è il quarto film dell’allora ventiseienne Epstein. 

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