Emergenza senza tetto in città, Sangiorgio (Sps): “Punti di accoglienza fissi nelle strutture comunali in disuso”

Senza tetto a Catania

Il maltempo dei giorni scorsi, caratterizzati da pioggia e forti raffiche di vento, mettono ancora una volta in evidenza la questione legata ai tanti senza tetto che a Catania vivono in precarie condizioni di vita. Corso Sicilia, via Reclusorio del Lume, via Sant’Euplio, via Bernini, viale Ruggero di Lauria, piazza Verga e viale Africa sono solo alcuni dei punti in cui si notano i ripari di fortuna fatti da vecchi materassi e coperte. Luoghi che ovviamente non sono adatti a simili contesti.

Materasso e coperte di un senza tetto

 “Il lavoro che svolge la chiesa e tutte le associazioni di volontariato è assolutamente encomiabile e degno dell’attenzione e del sostegno di tutti– sottolinea il Capogruppo “Salvo Pogliese Sindaco” Luca Sangiorgio- dal canto suo l’amministrazione comunale ha più volte dimostrato, grazie all’istallazione della tensostruttura in piazza della Repubblica, particolare attenzione verso una tematiche che, complice la crisi economica generalizzata, non colpisce solo extracomunitari ma pure gli stessi catanesi. Ed è sopratutto a loro che bisogna guardare con particolare attenzione. Per questo l’amministrazione ha destinato alcuni immobili confiscati alla Mafia alle famiglie catanesi indigenti. Motivo per cui ringrazio l’assessore Lombardo che si prodiga quotidianamente per risolvere i tanti problemi che investono il settore dei Servizi Sociali”.

Molti cercano un tetto e calore all’interno degli ospedali, della stazione e dell’aeroporto di Catania. Strutture che, ovviamente, non sono adatte a rispondere ad una tale emergenza.

“La solidarietà e l’aiuto verso il prossimo devono essere coordinati attraverso una cabina di regia– continua Sangiorgio- un tavolo di dialogo dove presentare la mia proposta legata alla creazione di un punto di accoglienza fisso all’interno di una struttura comunale in disuso ma comunque in buone condizioni strutturali. Un sito da riqualificare con l’aiuto di imprenditori e privati che vogliano compiere un gesto concreto nei confronti chi ha perso tutto. Alle associazioni di volontariato, attraverso la stipula di un protocollo di intesa, spetterebbe poi la gestione dell’impianto. Il tutto per garantire la sicurezza dei senza tetto e la   salvaguardia del loro stato di salute durante l’arco dell’intero anno ed a costi praticamente nulli per le casse comunali”.

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