Aumento tariffa Sostare, ancora una nota dell’Ascom Catania

Nella foto Sorbello e Saguto

Riceviamo e pubblichiamo una nota ancora sulla vicenda dell’aumento della tariffa di Sostare a firma del presidente Giovanni Saguto e del vice direttore di Confcommercio Catania Francesco Sorbello.
“Le dichiarazioni del presidente di Sostare Gilberto Cannavò in ordine alla necessità dei consiglieri comunali di “ripulirsi mediante proclami” ed al loro superficiale modo di lavorare, poi smentite dall’avvocato di Sostare (o avvocato del presidente di Sostare), danno l’idea dello stato confusionale che regna nella partecipata del Comune e non rendono giustizia del lavoro che viene fatto dai Consiglieri Comunali. Sul primo aspetto, lo stato confusionale di Sostare e, aggiungiamo, anche dell’amministrazione Bianco, ci permettiamo di dire che esso ha prodotto una delibera di aumento della tariffa di sosta che andrebbe evitata. Proprio in Sostare e nell’amministrazione comunale non abbiamo trovato nessun concreto impegno a verificare e discutere di soluzioni diverse, collegate al PGTU, tese ad allinearsi alle determinazioni emanate dal Consiglio di Stato con sentenza dello scorso mese di dicembre, fornita alle parti.

Avendo assistito alla seduta del Consiglio Comunale del 17 febbraio siamo stati testimoni dello stato confusionale dell’amministrazione Bianco: nell’arco di 24 ore, su tanti emendamenti, è stato espresso parere opposto, dapprima negativo e poi positivo. Nell’arco di 24 ore come si può cambiare un parere? Come fanno i controlli? Quale attenzione è stata prestata dagli uffici ed assessorati agli emendamenti? Non c’è un tantino di superficialità?
Oggi ci sentiamo in obbligo di testimoniare, ancora una volta, l’impegno del Consiglio Comunale sulla questione Sostare, come su altre. Abbiamo più volte dichiarato, ed oggi sentiamo la necessità di ribadirlo nell’interesse dei cittadini catanesi, che questo Consiglio, attraverso le commissioni consiliari, resta l’ultimo baluardo di democrazia partecipata in Città. Le commissioni sono stati luoghi dove abbiamo potuto esercitare quel diritto al confronto che, invece, è mancato con la giunta Bianco. Ne siamo testimoni avendo preso parte a decine di commissioni, e lo diciamo pur consapevoli che sulla delibera di Sostare, verosimilmente, la maggioranza del Consiglio si esprimerà in modo favorevole, riteniamo (in tutta sincerità) con poca convinzione e per “opportunità politica”. La diversità di opinione non toglie comunque il fatto che solo grazie al Consiglio Comunale ed alle Commissioni Consiliari Commercio, Partecipate e Viabilità si è sviluppato un dibattito produttivo, spesso anche animato, su tante questioni.

Chiediamo che questo dibattito sia ripreso, tenuto conto che ben 70 emendamenti pendono ancora sulla delibera Sostare, che si rischia l’emanazione di un atto pieno di contraddizioni. In tal senso ci dispiace che la maggioranza del consiglio ha bocciato una pregiudiziale riferita ad una nostra richiesta di rinvio della discussione. Per quanto detto non ci ritroviamo nelle parole del Presidente di Sostare Cannavò e/o del suo legale.
Le dichiarazione del presidente Cannavò, invece, testimoniano ciò che abbiamo sempre sospettato: se in riferimento al bilancio 2014 sono stati recuperati oltre settecentomila euro vorrà dire vi erano altrettante spese inutili e sprechi. Se ci sono stati sprechi il presidente Cannavò lo dica apertamente. E a quanto pare lo stesso principio varrebbe, seppur in misura ridotta, per il 2015. Il Presidente di Sostare ci attesta, quindi, ciò che l’assessore Girlando omette di dire: l’amministrazione Bianco scarica sui cittadini quasi un milione di euro. Il Consiglio Comunale si opponga”.

di Michele Minnicino 20312 Articles
Condirettore, giornalista professionista, specializzato in Opinione Pubblica e Comunicazione di Massa, ha collezionato esperienze lavorative nei diversi settori dell’informazione, carta stampata, televisione, uffici stampa di associazioni di Consumatori e Consorzi Pubblici, insegnamento del giornalismo agli studenti degli istituti superiori.

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