Giacomo Rota, segretario generale CGIL, parla del primo 25 aprile senza manifestazione in città: “La parola d’ordine deve essere Responsabilità sociale”

Giacomo Rota, segretario generale CGIL Catania

“È la prima volta dal 1946 ad oggi, che il 25 aprile non può essere festeggiato come di consueto: in piazza, tutti insieme con allegria e orgoglio”. Sono le parole di Giacomo Rota, segretario generale CGIL Catania. “Le restrizioni della pandemia però non ci bloccano al punto tale da dimenticare alcuni punti fermi sulla Festa della Liberazione. Oggi  dalle nostre case vogliamo ripetere che non può esistere alcun Revisionismo capace di invertire i termini della nostra Storia. Dalle nostre case che in queste ore si sono trasformate in scuole, uffici, studi professionali, dagli ospedali e dalle industrie, dai supermercati e dalle moto dei rider, siamo sempre in grado di leggere la realtà con gli occhi di lavoratori e di cittadini. 

La realtà ci conferma che i due pilastri del nostro Stato sono la Sanità pubblica e la scuola laica uguale per tutti.  A chi avesse avuto dubbi sul valore di queste due priorità previste dalla Costituzione, la risposta è drammaticamente arrivata in questi mesi: ne abbiamo bisogno tutti e in una versione finalmente potenziata, per far fronte ad una fragilità del sistema e personale che ci è stata rivelata ancora di più dall’emergenza Covid 19.

La Cgil di Catania vive direttamente e ogni giorno, la realtà dei lavoratori, più o meno garantiti, più o meno deboli, e proprio perché ha dalla sua parte la storia oramai centenaria di una grande organizzazione, è sempre più certa che senza diritti costituzionali non si possano percorrere lunghi pezzi di strada a difesa del lavoro, dei diritti di tutti,  a difesa dei più fragili, delle donne che rischiano, soprattutto in queste ore,  la violenza domestica, e più in generale delle nostre vite.

Per questo 25 aprile la parola d’ordine è “Responsabilità sociale”. Senza di essa c’è il serio rischio di perdere una grossa quota di libertà o che quella che noi qualifichiamo come tale, diventi in verità una pallida copia dell’originale. Anche quest’anno siamo dunque accanto all’ANPI e a tutti coloro che vorranno ricordare donne, uomini, storie e la nostra Costituzione, necessari per la libertà e la democrazia reale”.

“È la prima volta dal 1946 ad oggi, che il 25 aprile non può essere festeggiato come di consueto: in piazza, tutti insieme con allegria e orgoglio.

Le restrizioni della pandemia però non ci bloccano al punto tale da dimenticare alcuni punti fermi sulla Festa della Liberazione.

Oggi  dalle nostre case vogliamo ripetere che non può esistere alcun Revisionismo capace di invertire i termini della nostra Storia. Dalle nostre case che in queste ore si sono trasformate in scuole, uffici, studi professionali, dagli ospedali e dalle industrie, dai supermercati e dalle moto dei rider, siamo sempre in grado di leggere la realtà con gli occhi di lavoratori e di cittadini. 

La realtà ci conferma che i due pilastri del nostro Stato sono la Sanità pubblica e la scuola laica uguale per tutti. 

A chi avesse avuto dubbi sul valore di queste due priorità previste dalla Costituzione, la risposta è drammaticamente arrivata in questi mesi: ne abbiamo bisogno tutti e in una versione finalmente potenziata, per far fronte ad una fragilità del sistema e personale che ci è stata rivelata ancora di più dall’emergenza Covid 19.

La Cgil di Catania vive direttamente e ogni giorno, la realtà dei lavoratori, più o meno garantiti, più o meno deboli, e proprio perché ha dalla sua parte la storia oramai centenaria di una grande organizzazione, è sempre più certa che senza diritti costituzionali non si possano percorrere lunghi pezzi di strada a difesa del lavoro, dei diritti di tutti,  a difesa dei più fragili, delle donne che rischiano, soprattutto in queste ore,  la violenza domestica, e più in generale delle nostre vite.

Per questo 25 aprile la parola d’ordine è “Responsabilità sociale”. Senza di essa c’è il serio rischio di perdere una grossa quota di libertà o che quella che noi qualifichiamo come tale, diventi in verità una pallida copia dell’originale.

Anche quest’anno siamo dunque accanto all’ANPI e a tutti coloro che vorranno ricordare donne, uomini, storie e la nostra Costituzione, necessari per la libertà e la democrazia reale”.

di Michele Minnicino 20314 articoli
Condirettore, giornalista professionista, specializzato in Opinione Pubblica e Comunicazione di Massa, ha collezionato esperienze lavorative nei diversi settori dell’informazione, carta stampata, televisione, uffici stampa di associazioni di Consumatori e Consorzi Pubblici, insegnamento del giornalismo agli studenti degli istituti superiori.

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