Fratel Biagio Conte si ritira in preghiera a pane ed acqua e lancia un nuovo appello

Da Riccardo Rossi, missionario laico della Missione Speranza e Carità di Palermo ci giunge notizia che Fratel Biagio Conte, il fondatore – ma piccolo servo inutile – della casa di solidarietà che accoglie circa 400 persone in difficoltà (tra senza fissa dimora, immigrati e semplici cittadini in stato di povertà) da venerdì 9 luglio si è ritirato in montagna. Per pregare e digiunare, e non è la prima volta, se abbiamo buona memoria.

Lo fa, Fratel Biagio, come strumento in mano ai semplici, degli umili, di chi si affida alla Provvidenza e sa che la preghiera è un’arma troppo importante se vogliamo farcela nei nostri propositi ed obiettivi. Nei quali dobbiamo credere ed anche impegnarci, nel nostro piccolo, in quello che è nelle nostre possibilità di fare.    

Fratel Biagio anche stavolta fa un appello, che sono appelli mai disgiunti da un fare che per lui, pellegrino e missionario, ma fondamentalmente uomo di preghiera e di speranza, sono il digiuno – essenziale, con solo pane e acqua – come segno penitenziale e di sacrificio e la preghiera, nel silenzio e, spesso, in solitudine.

L’ultimo appello dei giorni scorsi:  “Non posso più accettare una società che stravolge e manipola il Creato, gli uomini e le donne, che stravolge i valori, la morale, i costumi e le tradizioni.  Per queste ingiustizie mi ritiro in montagna, in una grotta, in provincia di Palermo, in preghiera e in digiuno a pane e acqua’’. E continua: “Non possiamo acconsentire ed essere responsabili di questa ingiusta amoralità che offende e calpesta la vita umana, che offende e calpesta l’essere creature di Dio, che disprezza la parola del Signore e fa di tutto per stravolgere il Vangelo e offende la Casa di Dio. E’ veramente meglio rifugiarsi nel buon Dio, che confidare nell’essere umano e nei potenti. Solo il Signore potrà salvare questa umanità dalla violenza, dagli abusi, dalla promiscuità ingiusta e da tutti quegli abomini che continuamente si perpetrano e che si continuano ad attuare in tutto il pianeta Terra.

Lancio un grido disperato a tutta l’umanità, che si rispetti la giusta via, la verità e la vita che ci è stata donata. Mi rivolgo anche a tutti quelli che si professano cristiani di respingere ed essere contrari a tutto ciò che offende la parola di Dio; e di essere come ci insegna il Vangelo, buoni come le colombe ma prudenti come i serpenti, rispondendo al male con il bene, sperando così che chi è nel male possa al più presto ritornare nella giusta e retta via” .

Vincenzo Caruso

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