Il 19 luglio a Villa San Saverio di Catania, per “Porte Aperte Unict”,  lo spettacolo di Manuel Giliberti “Di sabbia e di mare – Amore e Psiche”

Una scena dello spettacolo

Scrittore latino di origine africana, Apuleio fu una delle figure più singolari della letteratura latina che con il suo stile e le sue favole esercitò notevole influsso sulla letteratura successiva. A lui e alla sua opera è dedicato “Di sabbia e di mare- Amore e Psiche“, uno spettacolo in cinque quadri di Manuel Giliberti che – prodotto da Associazione Città Teatro, con l’organizzazione del Teatro della Città – Centro di Produzione Teatrale (in collaborazione con Artelè e Associazione Città Teatro),  va in scena martedì 19 luglio alle 21, alla Villa San Saverio di Catania, nell’ambito di Porte Aperte Unict (info 095530153).

L’idea di uno spettacolo su Apuleio – spiega Giliberti è nata nell’ambito di uno scambio culturale con un ente teatrale tunisino, che mi ha chiesto di pensare a un progetto che fosse anche attinente al Mediterraneo e alla cultura che condividiamo. Io avevo studiato molto Apuleio, scrittore romano e africano e ho trovato che le sue narrazioni, scritte alla maniera latina ma infarcite di tradizione orientale e africana, fossero perfette per il progetto. Inoltre, il grande pregio di Apuleio – continua – è quello di aver sdoganato la favola che dalla cultura orientale con lui arriva nel mondo romano”.

Apuleio, infatti, inserisce nelle sue “Metamorfosi. Lucio o l’asino” più di una fiaba di magia. Tra queste la più paradigmatica e compiuta è senz’altro quella chi riguarda Amore e Psiche. “Una storia – dice Giliberti –  che oggi può essere considerata come una versione antica di Romeo e Giuletta in cui, però, le famiglie sono quelle degli dei ma l’occasione è perfetta per rileggere la mitologia inserendo stati d’animo molto umani quali l’innamoramento, l’amore il tradimento e il perdono.  Partendo dalle suggestioni delle Metamorfosi – continua – abbiamo immaginato, con l’aiuto di Margherita Rubino (Università di Genova) e Caterina Mordeglia (Università di Trento), che Apuleio/Lucio si faccia voce narrante e cerchi nella sua identificazione anche il senso dei suoi racconti. Racconti rappresentati in cinque quadri, preceduti e commentati in lingua araba da Apuleio/Lucio, da cinque attori che servendosi del canto e del movimento narreranno la favola di Amore e Psiche. Solo attraverso questo “viaggio” l’identificazione dell’autore Apuleio con il personaggio Lucio, riflesso nei protagonisti della narrazione, trova compimento e significato. Ci siamo molto divertiti, con uno spettacolo messo in scena da una compagnia numerosa, con tanta visionarietà”.  Protagonisti della pièce sono Deborah Lentini (Venere), Attilio Ierna (Apuleio), Claudia Bellia (Psiche), Gabriele Crisafulli  (Amore) e poi, ancora, Simonetta Cartia, Serena Cartia, Lorenzo Ficara, Giulia Valentini. I movimenti sono di Serena Cartia, le musiche di Antonio Di Pofi, aiuto regia Giovanni Ragusa. Uno spettacolo che è un viaggio visivo e percettivo nella cultura latina e africana  e che si inserisce come proposta originale ed evocativa all’interno dell’articolata programmazione di Porte Aperte Unict.

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