Scuola, giovani e lavoro al centro dell’agenda politica del Governo Meloni

Nel discorso di insediamento alla Camera dei Deputati il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha posto al centro dell’agenda politica la scuola, i giovani, il lavoro.

Serve colmare il grande divario esistente tra formazione e competenze richieste dal mercato del lavoro, con percorsi formativi specifici, certamente, ma ancora prima grazie a una formazione scolastica e universitaria più attente alle dinamiche del mercato del lavoro.

L’istruzione è il più formidabile strumento per aumentare la ricchezza di una nazione, sotto tutti i punti di vista. Il capitale materiale non è nulla senza capitale umano. Per questo la scuola e l’università torneranno centrali nell’azione di governo, perché rappresentano una risorsa strategica fondamentale per l’Italia, per il suo futuro e i suoi giovani”.

Questa centralità proclamata attende ora una concreta attuazione e nel rispetto dei principi della Costituzione la line politica del nuovo Governo tende a valorizzare il merito, venendo incontro “agli studenti dotati di minori risorse”.

L’espressione del Maestro Mario Lodi, del quale quest’anno si celebra il centenario, “La scuola promuove, punto!” fa luce ad una specifica direzione del percorso formativo che caratterizza la “scuola di tutti” che ha il dovere di essere “scuola per ciascuno” e quindi offrire un qualificato servizio di istruzione e  di formazione, potenziando il “sistema scolastico appiattito al ribasso”.

 “Noi intendiamo lavorare sulla crescita dei giovani. Promuovere le attività artistiche e culturali, e accanto a queste lo sport, straordinario strumento di socialità, di formazione umana e benessere. Lavorare sulla formazione scolastica, per lo più affidata all’abnegazione e al talento dei nostri insegnanti, spesso lasciati soli a nuotare in un mare di carenze strutturali, tecnologiche, motivazionali. Garantire salari e tutele decenti, borse di studio per i meritevoli, favorire la cultura di impresa e il prestito d’onore.”

Si auspica che queste proposte di programmazione ben presto trovino attualizzazione concreta, uscendo dalla linea di negatività dettata dall’elevato numero di dispersione scolastica nella forma esplicita per quanti non frequentano la scuola e “implicita” per quel 19% di studenti che conseguono il diploma e, non essendo supportato da adeguate competenze, restano ai margini del mondo del lavoro. Cresce, infatti, il numero dei Neet (Not in Education, Employment or Training), cittadini di età compresa tra i 15 e i 29 anni che non lavorano (sono, quindi, disoccupati o “inattivi” e non frequentano corsi formali d’istruzione o di formazione.

Particolare attenzione il Presidente del Consiglio ha riservato alle donne, elencando nomi e figure che hanno contribuito alla storia del Paese e ai giovani invitandoli ad un responsabile esercizio della libertà di pensiero e di espressione e l’aver intessuto il discorso programmatico di parola come “democrazia”, “libertà”,  “diritti”, “valori”  dimostra un cambio di direzione da seguire per il miglior bene dell’intera comunità nazionale.

Gli strani commenti negativi al discorso della Meloni come quello di “noia mortale” appaiono  gratuiti, prevenuti e inopportuni in questa fase di avvio del nuovo Governo.

Giuseppe Adernò

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