DanzaSpettacolo

Una stagione dedicata alle donne coreografe e premiata dal pubblico e dalla critica per l’eccellenza delle scelte.  A Scenario Pubblico è tempo di bilanci e soprattutto di soddisfazione per il successo riservato al cartellone  intitolato “W”, emblematica lettera-simbolo che sta appunto per Women e al contempo per “Viva”. È  stato così  concepito un tributo alle artiste più significative e attive nella danza contemporanea, scelte dal direttore artistico Roberto Zappalà. Una carrellata aperta idealmente in ottobre con l’omaggio a Pina Bausch e proseguita con nomi di spicco della scena femminile contemporanea quali Antonella Bertoni, Simona Bertozzi, Silvia Gribaudi, Maguy Marin, Toula Limnaios, Michela Lucenti, Ella Rothshild e altri per concludersi con “We, Us and other games” una creazione della coreografa Dunja Jocic per la compagnia Spellbound Contemporary Ballet, in scena sabato 18 marzo alle ore 20.45 e domenica 19 alle 19.30. Coreografia e regia sono di Dunja Jocic che guida gli interpreti Anita Bonavida, Lorenzo Capozzi, Mario Laterza, Giuliana Mele, Mateo Mirdita, Alessandro Piergentili, Miriam Raffone, Martina Staltari. Musica originale di  Renger Koning, con la partecipazione dell’attore Milutin Dapcevic. Una produzione Spellbound Contemporary Ballet con il contributo del Ministero della Cultura, in  coproduzione con Birds Productions, Bolzano danza.

Per la prima volta la coreografa serba-olandese  firma un lavoro a serata intera su commissione per Spellbound, con cui aveva già collaborato nel 2016 in occasione del progetto “La Mode” diretto da Tomoko Mukayiama. La prima assoluta è avvenuta a Bolzano Danza, che ne è coproduttore, “We, us and other games” propone una riflessione sulle relazioni interpersonali nell’era digitale attraverso l’esperienza del gioco. Come scrive Alessandro Baricco nel suo famoso saggio “The game”, i giochi virtuali sono una sorta di cavallo di Troia della verità e della sperimentazione del nostro rapporto con gli altri. La Jocic sembra sostenere la stessa tesi in questa creazione: nuove gerarchie sociali e nuovi piani relazionali si delineano nella virtualità del terzo millennio e una crasi si compie tra chi resta ancorato alla propria realtà – un padre che va alla ricerca della propria figlia – e chi fugge verso mondi virtuali, per altro sempre più brutali. “We, Us and other games” è una creazione di danza ma anche un’esperienza di gioco che solleva interrogativi sulle relazioni interpersonali in uno spazio virtuale, sulla proprietà virtuale e sulle gerarchie sociali.

Nata a Belgrado, Dunja Jocic – dopo un’eccellente carriera nella ginnastica ritmica (World Cup nel 1992) – studia danza alla Rotterdam Dance Academy e successivamente avvia l’attività di performer in diverse compagnie tra cui “Club Guy and Roni” (Olanda), “Ballet du Nord” (Francia) ed “Emio Greco/PC” (Olanda). Nel Dunja Jocic 2007 crea il suo primo lavoro, “No flowers, please”, ottenendo il riconoscimento del Pubblico e il “Premio innovazione” al “Festival of Choreographic Miniatures” di Belgrado che le commissiona, insieme al “Grand Theatre di Groningen”, la successiva produzione a serata intera “Not Me”. Ha creato sia per il teatro che per il cinema, collaborando con una varietà di registi, scrittori, compositori e scenografi di talento come Tomoko Mukaiyama, Cello Octet Amsterdam, Yannis Kyriakides, Toyo Ito e Barbi Marković. Per il suo primo cortometraggio di danza Mirroring (2011), in co-regia con Marinus Groothof, ha ricevuto premi all’Hong Kong Jumping Frames International Dance Video Festival e al Belgrade Documentary and Short Film Festival.

Il lavoro di Jocic è stato presentato nei teatri e nei festival di tutto il mondo. Da Groningen (Noorderzon) a Maastricht (Nederlandse Dansdagen), da Roma (International Dance Festival, IT) a Belgrado (Belgrade Dance Festival, RS) e da Tokyo (Dance New Air, JP) a Taichung (National Taichung Theater, TW). Ha ricevuto numerosi premi coreografici, tra cui il BNG Bank Dance Award for Excellent Talent (2016) e il Prize of Dutch Dance Days Maastricht 2018. La sua performance “The Panther” ha ricevuto l’ambito Swan per la migliore produzione di danza 2020-2021.

Spellbound Contemporary Ballet nasce nel 1994 per volontà del coreografo Mauro Astolfi, al quale si è aggiunta alla guida due anni dopo Valentina Marini con cui la compagnia ha avviato una intensa attività di internazionalizzazione. Dal 2015 la struttura allarga il proprio campo d’azione accogliendo anche altri artisti in produzione in una rinnovata visione plurale. Le attività di Spellbound infatti, oltre alla centralità autoriale di Mauro Astolfi, principale coreografo residente, abbracciano una serie di progetti in rete anche con altri artisti e istituzioni su scala internazionale. Dal 2000 l’attività di Spellbound è sostenuta dal Ministero della Cultura e dal 2022 è accreditata nel ruolo di Centro di Produzione Nazionale della Danza con il più ampio progetto ORBITA|Spellbound co-diretto da Astolfi e Marini.
La visione verso la fattispecie di Centro di Produzione nasce dalla volontà di Spellbound, impegnata da oltre 25 anni in ambito produttivo, formativo e di programmazione e circuitazione della danza, a mettere a disposizione questo patrimonio a una comunità più allargata. Pensato a misura di una città metropolitana Orbita trova il suo cuore a Roma presso il Teatro Palladium e dirama le sue attività in spazi satellite della città, diversi per funzioni e identità, come il Teatro Biblioteca Quarticciolo e il Teatro Rossellini.

Maggiori info su scenariopubblico.com È necessaria la prenotazione, che non dà diritto all’assegnazione del posto numerato e decade 30 minuti prima dell’orario fissato per l’inizio dello spettacolo. Per prenotazioni chiamare la segreteria allo (+39) 095 2503147 dal lunedì al venerdì, dalle ore 10:00 alle 19:00. SCENARIODANZA 22/23 /COSTI: Biglietto singolo: € 13 intero / 10 ridotto.

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