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10 anni e non mostrarli, vivo e vitale, arguto e divertente, critico e pungente verso la società nella quale “sguazziamo” ogni “strabenedettissimo” giorno con i nostri difetti più caratteristici, le nostre paranoie, i sogni e le ambizioni che spesso non si realizzano. Al Piccolo Teatro della Città, di Catania, appena due repliche, per il ritorno del monologo comico “Morir di fama”, di e con Evelyn Famà, per la regia di Carlo Ferreri.

Uno spettacolo mai banale, senza pause o cadute di stile, che si aggiorna di replica in replica con l’attualità del momento, avendo superato il traguardo delle 200 rappresentazioni grazie al rinnovato consenso ed agli applausi degli oltre 8000 spettatori che nel decennio hanno “condiviso” la “spericolata” vita quotidiana della Famà.

Una scena di “Morir di fama” (Ph. Dino Stornello)

In fondo sognare un futuro da attrice di “fama” non costa nulla ma il vero problema è quello di dover convivere con le infinite “stranezze” di genitori e parenti, affrontando giornate da “incubo” alle prese con falsi allarmi telefonici, cugini in preda di morbosi raptus igienici ed incomprensibili linguaggi, zie cuoche alla ricerca del “falsomagro” perfetto e mamme ambiziose ed ossessive, tutte situazioni che permettono alla protagonista di offrire una galleria di personaggi, in salsa siciliana, sullo stile del migliore Verdone, caratterizzati in modo perfetto nei loro aspetti più divertenti al limite della “follia”.

Un curriculum artistico di tutto rispetto per l’attrice catanese, teatro, cinema e televisione, infarcito di numerosissimi riconoscimenti e premi, capace di passare dai ruoli comici a quelli drammatici con la medesima sensibilità e presenza scenica, che ancora una volta si esalta con il suo cavallo di battaglia da consacrata “Onegirlshow”.

Credo che continuare a proporre questo monologo comico– sottolinea l’attrice Evelyn Famà–  sia un modo per ricordare, con una risata ed una buona dose di  autoironia, le origini dello sfacelo della società dello spettacolo, che oggi sta vivendo un periodo di profonda crisi economica, aggravata da abbondante superficialità ed approssimazione, che risalgono (almeno in Italia) ad una decina di anni fa. Con l’avvento dei reality, dei talent, delle fiction alla buona e di programmi  made in usa, si è imboccata una strada forse senza ritorno. Uno spettacolo per non dimenticare, una cronaca comica di quel che definirei, simpaticamente, le possibili origini del male e di un periodo in cui erano ancora vivi alcuni colossi del teatro, presi simpaticamente in giro nello show, ma che oggi lasciano un vuoto incolmabile in questo mondo d’arte, confuso e che rischia di restare presto orfano a meno che…ai posteri l’ardua sentenza”.

Ancora una volta applausi convinti e ripetuti da parte del pubblico piacevolmente divertito da uno spettacolo capace di far riflettere con ironia sui vizi e sulle virtù della nostra esistenza. I costumi e le scene sono di Simone Raimondo.

Evelyn Famà

Evelyn Famà si diploma all’accademia d’arte Drammatica  del Teatro Stabile di Catania. Lavora in cinema teatro e tv con registi di fama internazionale come: Baliani, Penchenat, Nekrosius, Ronconi, Puggelli, Pugliese, Mirabella, di Robilant, lucini… e vince importanti premi: il “Premio Internazionale Salvo Randone” (SR), il premio “Hystrio alla vocazione” (MI), il Festival Nazionale del Cabaret di Torino ed il Premio Ernst Thole originalità. Per il cinema e la tV interpreta Palmira Frisone, nel film Rai “Il Figlio della luna”, con Nino Frassica è coprotagonista nel film “Un Milione di giorni” di Manuel Giliberti, e ancora protagonista del film di Alessandro Di Robilant “Mauro c’ha da fare”, In Tv “Phone center Brambilla” (Jimmy channel) e “Bambine Cattive” in onda su Comedy Central. Dal 2007 replica il suo monologo comico “Morir di fama” vincendo il Premio Rubens – i grandi siciliani nel mondo. Arricchiscono inoltre la sua esperienza Musical e operette: dal famosissimo “Pipino il breve” con Tuccio Musumeci  con il ruolo di “Falista” .

Il video dello spettacolo

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