Vie dei Tesori: la pinacoteca Sciavarrello a Catania. Ad Acireale visita alla cripta di S. M. Maddalena

Alcune sorprese e parecchi ritorni: il quarto e penultimo weekend delle Vie dei Tesori a Catania e Acireale aggiunge infatti – il 22 e 23 ottobre – una pinacoteca nascosta nel cuore del centro storico, la collezione di Nunzio Sciavarrello dedicata ai ritratti (e autoritratti) dei grandi del ‘900; una visita straordinaria (solo domani dalle 16,30 alle 18,30) al laboratorio e al teatro dei Fratelli Napoli, la memoria storica dell’Opera dei pupi in città. E, raggiungendo Acireale, la visita alla luce delle candele alla seicentesca Santa Maria Maddalena; un recital del violinista Sebastiano Battiato e un laboratorio di ceramica per bambini con la guida degli archeologi.

Insomma, ci sarà ancora da riempirsi gli occhi di bellezza: il festival a Catania sta raccogliendo un bel successo ed è in continua crescita visto che lo scorso fine settimana ha superato i tremila visitatori in soli due giorni. Ed eccoci alle novità: la pinacoteca Sciavarrello è nata dalla passione del pittore, incisore e scenografo originario di Bronte ma catanese d’adozione, cresciuto con la Scuola Romana e Via Margutta, con Mino Maccari e Duilio Cambellotti, tenendo strette relazioni con il mondo dell’arte, e fu anche tra i fondatori di quello che oggi è lo Stabile.

Sciavarrello chiese agli amici artisti di donare un ritratto o un autoritratto: la risposta fu enorme e nacque in poco tempo la pinacoteca che oggi si trova nella ex chiesa di San Michele Minore: vi troverete i lavori di Guttuso, Di Bartolo, Fiume, Romano, Consagra, Maccari, e tanti altri. Sarà visitabile questo e il prossimo weekend. Solo domani invece aprirà le porte straordinariamente la bottega dei Fratelli Napoli, fondata nel 1921 e giunta alla sua quarta generazione, visto che tutta la famiglia lavora nell’Opra: vi spiegheranno come nascono e si muovono i pupi, che sono veramente un mondo a parte.

E visto che la bottega  è in via Reitano, sarete a due passi da castello Ursino che, da quando fu costruito da Federico II, ha sempre resistito ad ogni calamità: è tra i luoghi più amati del festival, la visita è straordinaria. Come lo è anche quella al Bastione degli Infetti sulla collina di Montevergine. Per gli altri luoghi c’è solo l’imbarazzo nella scelta, a partire dal grande must visto che ritorna il famoso camminamento che conduce fino alla sommità della Chiesa di San Nicolò L’Arena, a 66 metri d’altezza. Affidatevi agli studenti per visitare l’Istituto Ardizzone Gioeni con il suo chiostro neogotico o magari entrate alla Società storica catanese: la “stanza dei re” raccoglie documenti dal 1916 al 1945. E se raggiungerete piazza Scammacca, troverete un bellissimo esempio di rigenerazione urbana di un intero quartiere (senza contare i sapori diversi!).

Anche Le Stanze in fiore sono una scoperta: un grandissimo giardino botanico che abbraccia una villa storica, con piante tropicali e sculture contemporanee; visitarle è un tour di  sensazioni, per grandi e piccini, si possono scoprire le specie o seminare il nuovo orto. Domenica si può anche raggiungere Mascali per ascoltare il racconto della grande eruzione del 1928.

I dintorni saranno una sorpresa ripetuta (a partire dal giro in barca di domenica lungo il waterfront): a Aci Trezza dove si va sul percorso dei viaggiatori del Gran Tour ma si visitano (solo domani) anche i cantieri Rodolico dove nascono le barche; ultima possibilità (domani alle 10,30 e alle 16) per visitare il giardino roccioso di lava progettato dal paesaggista Paternò del Toscano a Sant’Agata Li Battiati. A Montatagrande, a 615 metri d’altezza, a Trecastagni si va per filari e frutteti e si accarezzano le asinelle di famiglia; a Viagrande si visitano anche gli ambienti agricoli di quella che fu la residenza di campagna dei marchesi di San Giuliano, oggi un relais, oppure si entra a Villa Di Bella per ammirare i bozzetti di Zeffirelli per Cavalleria Rusticana.

ACIREALE

Anche Acireale si prepara al penultimo weekend di sorprese: unica possibilità, domenica alle 11, per capire come si lavorava anticamente l’argilla: alla Biblioteca per ragazzi Maria Grazia Cutuli, dentro Villa Belvedere, gli archeologi di Stoà Sicula insegneranno ai più piccoli le tecniche antiche per modellare la creta. Bambini e ragazzi alla fine porteranno con sé l’oggetto che hanno creato. Se invece raggiungerete la basilica di San Pietro e Paolo, domani al tramonto, verrete avvolti dalle note del violino di Sebastiano Battiato che ha accompagnato spesso Il Volo, Andrea Bocelli e Morgan. E come non lasciarsi incantare dal percorso al lume delle candele dell’austera chiesa di santa Maria Maddalena, che sarà visitabile soltanto questa domenica e la prossima: le foto ne racconteranno la storia di fine ‘600, nella cripta sono ancora visibili gli antichi colatoi.

Senza dimenticare gli altri siti: la biblioteca Zelantea con i suoi 250 mila volumi, incunaboli, manoscritti, edizioni rare; la chiesa di San Benedetto con le rifiniture in oro sulle pareti e sul soffitto; l’antichissima Sant’Antonio di Padova dove si salirà sul campanile e sarà anche possibile suonare le campane. Infine, il presepe in stile partenopeo, con ben 150 personaggi tra le caratteristiche rovine pompeiane; e il Museo del Carnevale dove ogni singolo pezzo, maschera, calco, prevede la lunga opera dei maestri. 

Poi si ritorna nell’ex convento Batia dell’Arcangelo Gabriele dove si passeggia nel palmento e nella cantina intatti dal 1887. E non mancherà di intrigare anche un mestiere antico come è quello dei nevaroli: Franco Patanè, mastro gelataio aprirà le porte del suo laboratorio per spiegare come un tempo nascevano le granite, tanto amate nei salotti nobiliari settecenteschi.

Scelto quest’anno dall’assessorato regionale al Turismo tra le manifestazioni che promuovono SeeSicily, Le Vie dei Tesori, con il supporto del main sponsor Unicredit, ha saputo creare sinergie e dialogo, e attivato un progetto che si compie grazie alla collaborazione di oltre 200 partner: Regione, Atenei, Comuni, Diocesi, gestori privati, istituzioni dello Stato, proprietari di palazzi nobiliari, col sostegno di Poste Italiane.

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