Si riflette, si ride, sull’amicizia e non solo, al “Brancati” di Catania, con “Que serà” di Roberta Skerl, con la regia di Paolo Triestino

Angelillo, Barresi, Triestino_©Claudio Cavalloro per media & sipario

Resteranno in scena, al “Brancati” di Catania (per la stagione di prosa del Teatro della Città – Centro di produzione teatrale) fino a domenica 4 dicembre, Paolo Triestino, Edy Angelillo ed Emanuele Barresi con la delicata pièce di Roberta Skerl “Que serà“, produzione Diaghilev e regia di Paolo Triestino. Lo spettacolo, atto unico di circa 80 minuti, è tratto da un testo (titolo originale “Malagueña”) divertente ed allo stesso tempo dolce-amaro, che rimanda alla nota canzone di Chico Buarque de Hollanda, da cui Ivano Fossati ha tratto la versione italiana interpretata da Fiorella Mannoia.

E’ una commedia attualissima che si sofferma sull’amicizia, sulla vita e sulla morte, su questioni etiche e filosofiche. Su tali tematiche si muovono i tre protagonisti, ovvero gli “amici di sempre”, Filippo, Giovanni e Ninni, che da una solita serata di risate e racconti di vita, si ritrovano, improvvisamente, davanti ad un grave dilemma, a interrogarsi sul valore e il significato di quel loro rapporto così intimo che ha sempre custodito confidenze e confessioni inaspettate.

Paolo Triestino-Ph. ©Claudio Cavalloro -media & sipario

Filippo, Giovanni e Ninni (Anna) sono i tre amici di sempre, compagni fin dai tempi del liceo e adesso cinquantenni: Filippo (Paolo Triestino), grande passione per il Brasile, è un medico affascinante e solitario che vive per scelta e con serenità una vita isolata e concentrata sul lavoro; Giovanni (Emanuele Barresi) è un fiscalista, marito felice e padre di tre figlie adolescenti che ama, ma che sono anche il suo tormento; Ninni (Edy Angelillo), titolare di un negozio di biancheria intima, è una bella donna, forte e autoritaria, con un matrimonio fallito alle spalle e un presente complicato da un’anziana madre affetta da Alzheimer.

I tre amici si danno appuntamento, ogni mese, da soli, senza familiari e partner, a casa di Filippo per mangiare, bere, divertirsi e raccontarsi le proprie vite e i propri guai. Ma una di queste sere, però, succede qualcosa di diverso e che sconvolge le vite di tutti e tre. Filippo, infatti, ha scoperto che un cancro gli lascia poco tempo e vuole andarsene prima che la malattia lo travolga. Da medico Filippo sa come fare, ma per la prima volta nella sua vita non vuole essere solo ed ecco che chiede a Ninni e Giovanni di accompagnarlo negli ultimi minuti in cui la sostanza che ha deciso di iniettarsi farà il suo effetto. Ed allora i tre amici tracciano, sempre insieme, un bilancio delle proprie esistenze e riflettono sull’importanza dei legami consolidati nel tempo. Alla scioccante richiesta di aiuto dell’amico-fratello Filippo le reazioni di Ninni e di Giovanni oscillano tra la disperazione e l’umana pietà nei confronti della loro anima che fino all’ultimo, non saprà decidere se accettare o meno la supplica dell’amico. Sia Ninni, che intanto accetta l’anello e sposa Filippo, che Giovanni, pur sconvolto, tra credenze religiose, preconcetti e limiti caratteriali, rimangono comunque vicini all’amico di sempre fino alla fine e lo spettacolo si chiude con il rumore di un battito di cuore che si ferma e con l’abbraccio disperato di Giovanni e Ninni in ricordo dell’amico Filippo.

Il lavoro, raffinato e profondo, risulta un vero e proprio inno all’amicizia, specie quella di vecchia data, nata tra i banchi di scuola e che a volte supera per intensità anche gli affetti familiari. E affronta – con ironia, poesia e leggerezza – temi scomodi, ma di grandissima attualità, come l’eutanasia, spingendo il pubblico, tra la magica atmosfera brasiliana, a chiedersi, di fronte a un quesito non banale, “fin dove ci si può spingere per amicizia?”.

Una scena – Ph. ©Claudio Cavalloro -media & sipario

“Que serà” mette in evidenza, con il preciso e delicato tocco registico di Paolo Triestino, la bravura degli interpreti e la loro capacità di mutare registro, dai toni ironici e scherzosi alle atmosfere più drammatiche che coinvolgono lo spettatore in sala. Di grande effetto il Filippo di Paolo Triestino, la Ninni di una sempre elegante e affascinante Edy Angelillo ed il Giovanni di Emanuele Barresi. Una messa in scena allestita con cuore e professionalità, grazie alla scenografia contemporanea (il terrazzo di casa di Filippo, con tanto di albero che fa da sfondo, una fontana il cui rubinetto è costituito da un’ananas e un tavolino per una cena brasiliana) di Francesco Montanaro, ai costumi di Lucrezia Farinella, al disegno luci di Alessandro Nigro, con la produzione Diaghilev, in collaborazione con Fiore e Germano.

Pubblico che si immedesima nei tre personaggi in scena, che sorride e si commuove ed alla fine tributa i meritati applausi ai protagonisti ed ad un testo sicuramente di ottima fattura e dai mille significati.

Que serà

di Roberta Skerl

Regia Paolo Triestino

con Paolo Triestino, Edy Angelillo, Emanuele Barresi

Scene  Francesco Montanaro

Costumi Lucrezia Farinella

Luci Alessandro Nigro

Produzione Diaghilev sr

Stagione Teatro della Città – Centro di Produzione Teatrale – Teatro Brancati di Catania -29 novembre-4 dicembre 2022 – Spettacolo in abbonamento, biglietto: 20 intero

di Maurizio Sesto Giordano 699 articoli
Giornalista con esperienza trentennale nella carta stampata, ha collaborato per oltre venticinque anni col “Giornale di Sicilia”. Cronista e critico teatrale, da anni collaboratore dell’associazione Dramma.it, cofondatore nel 2005 del quotidiano di informazione www.cronacaoggiquotidiano.it. Esperto in gestione contenuti, editing, video, comunicazione digitale e newmedia, editoria cartacea, consulenza artistica, teatrale e sportiva.

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