Al “Fellini” di Catania, dal 13 al 15 gennaio, torna “La Lupa”, il tormento di un amore impossibile di Giovanni Verga nella rivisitazione di Gianni Scuto

Jessica Ferro in "La Lupa" (Foto Dino Stornello)

Dal 13 al 15 Gennaio (con doppio spettacolo, alle ore 18.00 e alle ore 21.00 il sabato) e pomeridiano domenica 15 al Teatro Fellini di via Enna 26, a Catania, in scena “La Lupa, il tormento di un amore impossibile“, regia di Gianni Scuto, con Jessica Ferro nei panni della protagonista e con Simona Gualtieri ed Elisa Marchese nei ruoli di Thanatos e di Eros, produzione Giuseppe Finocchiaro Management.

Locandina

Una edizione della Lupa di Giovanni Verga, rivisitata con originalità e con grande coinvolgimento emotivo dal regista Gianni Scuto che così racconta lo spettacolo: “L’azione è ridotta a pochi metri di profondità, la scena è cosparsa di stoppie gialle e secche, sopra di esse il cielo si congiunge con un cerchio luminoso che alterna  sole e luna…La lupa avanza così in scena sulle tracce imminenti di cose e di uomini…Così, in questa pace totale di un’aia vissuta da profondi e violenti sentimenti, nel pieno di contenuti di “amore e morte”, proprio come in Fedra invano innamorata del bel Ippolito, la Gna’ Pina e sua figlia Maricchia si lasciano così trasportare da una forza simile alla loro terra arsa dal sole, una terra violenta, con le sue orribili origini di passione, di falsa amicizia, di odio e di sopraffazione veri e propri momenti caotici del ciclo eterno nella lotta tra Eros e Thanatos. La lupa, proprio come Fedra coinvolta per la sua passione per Ippolito, trasforma il suo amore in follia. Se da un lato questa violenza porta al suicidio di Fedra che col suo sacrificio riscatta la sua vendetta che porterà anche alla morte dell’amato giovane, da parte sua lo sconvolgente e più che passionale trasporto per Nanni Lasca porterà a poco a poco anche per la Gna’ Pina, al trionfo di Thanatos su eros e alla sua, inevitabile morte. Entrambe vorrebbero sedurre un uomo giovane e prestante. Ma l’esito sarà per entrambe tragico.E così  comincia inevitabilmente la nostra tragedia: “Al villaggio la chiamavano la lupa perchè non era sazia giammai di nulla…”.

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