Nelle teorie pirandelliane con “Come tu mi vuoi” al “Verga” di Catania, per lo “Stabile”, con Lucia Lavia e la regia di Luca De Fusco, tra parole, danza, musica e proiezioni

Un momento dello spettacolo - Ph. Antonio Parrinello

E’ sempre piacevole immergersi nei pensieri profondi, nelle teorie, negli assunti di Luigi Pirandello ed assistere ad un suo spettacolo, leggere un suo testo, significa trovare un nuovo appiglio, un dubbio, una chiave tra le intemperie e le complessità della vita. Il Teatro Stabile di Catania in coproduzione con Teatro della Toscana e Teatro Sannazaro, dal 20 al 29 gennaio alla Sala Verga, stanno proponendo – all’interno dell’odierna stagione di prosa-, un capolavoro della maturità del grande autore siciliano, tra i meno frequentati, “Come tu mi vuoi”, nell’adattamento di Gianni Garrera e del regista Luca De Fusco , affidando il ruolo cardine dell’Ignota ad una delle stelle nascenti del panorama attoriale italiano, Lucia Lavia.

Lucia Lavia in “Come tu mi vuoi”- Ph. Antonio Parrinello

Come tu mi vuoi” è un dramma scritto da Luigi Pirandello alla fine degli anni Venti e che prende spunto da un avvenimento di cronaca realmente accaduto tre anni prima (il caso di Giulio Canella e Mario Bruneri o dello “smemorato di Collegno”). La vicenda è incentrata su un personaggio enigmatico di cui all’inizio non si conosce il nome, l’Ignota, una sorta di “femme fatale” che svolge una vita mondana ed abita in una famiglia a Berlino: è l’amante del padre di famiglia, lo scrittore Salter e pare abbia anche un rapporto carnale con Mop, la figlia di lui. Attraverso la conoscenza di Boffi, l’Ignota ha l’occasione di rifarsi completamente una vita nel suo paese di origine, l’Italia, ma nel finale c’è poi un colpo di scena. Il dramma ricorda quindi, per certi versi, le tematiche di doppia identità de “Il fu Mattia Pascal”.

Una scena – Foto Antonio Parrinello

Pirandello scrisse quest’opera nel 1929 per Marta Abba, la sua musa, ma l’Ignota fu qualche anno dopo anche impersonata sul grande schermo da Greta Garbo. La vicenda è intricata, non si sa quale sia la vera identità della donna al centro della trama: è Elma, enigmatica artista di Berlino e ballerina da locali notturni, oppure Lucia (Cia) Pieri, moglie borghese scomparsa nel nulla e ricercata dal marito Bruno? Intorno al dilemma ruotano i dialoghi della pièce, che approda – come detto -ad un amaro finale. “Come vuoi tu o come sono io?” Emerge nella vicenda tutto il peso della Verità e se Pirandello chiedesse alla Verità “come sei fatta?”, la signora Verità non potrebbe che rispondergli “Come tu mi vuoi”. In pratica lo stesso autore- nella parte finale della pièce, per bocca della protagonista – propone, di usare la finzione come strumento di ritorsione contro le prevaricazioni di chi vuole cambiare gli altri. In questo dramma Pirandello non ha previsto personaggi cardine o ragionatori quali Laudisi (come in Così è se vi pare) o Ciampa (come nel Berretto a sonagli), ma il suo alter ego in scena è lei, l’Ignota, la sconosciuta portatrice della filosofia del dubbio.

Nell’atto unico di circa 100 minuti il regista Luca De Fusco presenta al pubblico uno spettacolo sicuramente intrigante, eccentrico nella sua realizzazione, supportato da una messa in scena originale e grazie soprattutto ad una interprete vigorosa, di grande qualità, come Lucia Lavia che nella doppia identità di Elma e Cia, coinvolge gli spettatori e rende omaggio ad un un testo aspro, ostico e misterioso.

Il regista De Fusco, così come ha già fatto con il precedente testo di Pirandello “Così è se vi pare”, si sofferma ancora su quelle zone meno consuete del repertorio dell’autore siciliano, creando atmosfere quasi cinematografiche, da noir anni ’40 e rimarcando la drammatica, solitaria chiusura di tutti i personaggi, soprattutto dell’Ignota, con la sua ricerca sull’identità personale, tema tanto caro e dibattuto dall’Agrigentino.

Ancora una scena – Foto Antonio Parrinello

Grazie alla moderna scenografia ed ai costumi di Marta Crisolini Malatesta, alle luci in stile inquadrature cinematografiche di Gigi Saccomandi, alle musiche di Ran Bagno, la protagonista rivede sulla scena, da sola o accompagnata dagli altri personaggi, i frammenti del proprio riflesso che la rimandano all’inquietudine, al mistero della sua identità, con il profondo incubo di non riconoscersi ed il nome, la forma, l’identità per Pirandello, come ben sappiamo, sono le maschere, le sovrastrutture che ingabbiano l’esistenza.

La vicenda ambientata fra la Berlino degli anni Venti e l’Italia, racchiude la summa del pensiero pirandelliano, con i temi a lui più cari, ovvero la maschera, le verità multiple, l’ipocrisia sociale che ritroviamo tutti nei personaggi e nella protagonista indicata come “L’Ignota”, figura complessa, misteriosa che mette a dura prova Lucia Lavia, guidata, però, dal suo brillante talento.

Nell’adattamento e nella regia di “Come tu mi vuoi”, lavoro ostico nel linguaggio e nell’interpretazione, Gianni Garrera e Luca De Fusco, hanno tenuto fede al testo utilizzando soluzioni sceniche moderne e con una narrazione particolare, su più piani con proiezioni (curate da Alessandro Papa) di immagini e video che si sovrappongono e che interagiscono con i movimenti di scena di Lucia Lavia (che è guidata dalla coreografia di Noa e Rina Wertheim), che, con il suo fisico agile e scattante, evidenzia e regala al pubblico pose plastiche, azioni coreografiche e una estrema abilità nella recitazione.

Gli applausi finali – Foto Dino Stornello

Attorno a Lucia Lavia (l’intrigante, misteriosa, Ignota alla ricerca della sua identità) si muove un cast di assoluto rilievo a cominciare da Francesco Biscione nei panni di Salter, per poi proseguire con Alessandra Costanzo (Zia Lena), Bruno Torrisi (Zio Salesio), Pierluigi Corallo (Bruno Pieri), Isabella Giacobbe (Ines), Alessandra Pacifico (Mop/demente), Paride Cicirello (Boffi), Nicola Costa (un giovane/dottore), Alessandro Balletta (Un giovane/Masperi). Un gruppo di attori ben affiatati che riescono a tratteggiare senza enfasi, con assoluta naturalezza, lo spirito, il carattere, le complessità di ogni singolo personaggio della vicenda.

Pubblico che, alla fine, ha lungamente applaudito l’allestimento, la regia ed i protagonisti per un lavoro rispettoso del testo ed estremamente moderno e che intriga ed emoziona lo spettatore attraverso un mix di parole, mistero, musica, danza e proiezioni. Si replica al “Verga” di Catania sino a domenica 29 gennaio.

La scheda

COME TU MI VUOI

di Luigi Pirandello

Regia di Luca De Fusco

Adattamento Gianni Garrera e Luca De Fusco

Scene e costumi Marta Crisolini Malatesta

Luci Gigi Saccomandi

Musica Ran Bagno

Novimenti coreografici Noa e Rina Wertheim

Proiezioni Alessandro Papa

con Lucia Lavia, Francesco Biscione, Alessandra Costanzo, Bruno Torrisi, Pierluigi Corallo, Alessandro Balletta, Isabella Giacobbe, Paride Cicirello, Alessandra Pacifico, Nicola Costa

Produzione Teatro Stabile di Catania, Teatro della Toscana Teatro Nazionale, Tradizione e Turismo srl – Centro di Produzione Teatrale –  Teatro Sannazaro

Stagione Teatro Stabile Catania – Sala Verga – 20-29 gennaio 2023

Atto unico, durata 1 ora e 40 minuti

Foto di Antonio Parrinello

di Maurizio Sesto Giordano 697 articoli
Giornalista con esperienza trentennale nella carta stampata, ha collaborato per oltre venticinque anni col “Giornale di Sicilia”. Cronista e critico teatrale, da anni collaboratore dell’associazione Dramma.it, cofondatore nel 2005 del quotidiano di informazione www.cronacaoggiquotidiano.it. Esperto in gestione contenuti, editing, video, comunicazione digitale e newmedia, editoria cartacea, consulenza artistica, teatrale e sportiva.

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