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Nel segno della tradizione, in piena sicurezza, ma anche di innovazioni che raccolgono nuove sfide verso la devozione, con un’attenzione speciale ai giovani, alla legalità e al rispetto delle regole. E’ l’edizione 2024 della festa di Sant’Agata annunciata nel corso di un incontro con la stampa dal sindaco Enrico Trantino, dal comitato dei festeggiamenti presieduto da Carmelo Grasso, monsignor Barbaro Scionti parroco della Cattedrale.

“Ora più che mai -ha detto il sindaco Trantino la festa della Santa Patrona dev’essere un momento di riconciliazione e comunione d’intenti nel rispetto delle persone e della città e delle sue regole di convivenza che vanno rispettate per vivere tutti meglio con la protezione di Sant’Agata con i ragazzi al centro dei nostri pensieri e delle nostre azioni”. Coerentemente a questa impostazione il primo cittadino ha ribadito che non salirà sulla carrozza del Senato spiegandone il motivo: “Voglio dare un segnale simbolico che ci sia sempre maggiore vicinanza delle istituzioni verso la città e i cittadini -ha spiegato il sindaco-, E per questo lascerò che al mio posto sulla Carrozza del Senato siedano tre ragazzi delle scuole medie di Catania, premiati per gli elaborati scritti in favore della città di Catania”. Il primo cittadino insieme all’assessore alla pubblica istruzione Andrea Guzzardi, ha evidenziato che la scelta dei tre ragazzi (Alessandro Pagliotta, Chiara Costantino, Salvatore Ferlito, alunni rispettivamente delle scuole Malerba, Maiorana e San Giovanni Bosco) è stata operata da una commissione di docenti delle scuole cittadine. I tre ragazzi sono premiati con una targa ricordo e I loro temi  pubblicati sul sito santagatacatania.it   

Nella giornata del 3 febbraio le novità non finiscono qui: “Protagonista in piazza Duomo –ha detto il presidente del comitato dei festeggiamenti Carmelo Grasso–  sarà l’orchestra giovanile del Conservatorio composta da 85 elementi diretta dal maestro Giuseppe Romeo, accompagnata dal coro Lirico Siciliano, guidato dal Maestro Francesco Costa. Nel rispetto delle tradizioni sono stati recuperati inni sacri risalenti al XIX e al XX secolo scritti da insigni autori del tempo.

Dopo la prima parte dedicata agli inni sacri, ci sarà una seconda parte musicale con artisti siciliani (Rita Botto, Giuseppe Castiglia, Mario Incudine, I Lautari, Maria Francesca Mazzara, Etta Scollo, Vincenzo Spampinato, il soprano Desireè Roncatore e la conduzione di Salvo La Rosa.  Tra i due momenti, alle 20,45 circa, è stata annunciata una sorpresa hi-tech per caratterizzare in modo del tutto nuovo per la sera del tre febbraio e la città di Catania, una novità che il sindaco Trantino non ha voluto svelare; per concludere, infine, alle 21,45 i fuochi d’artificio accesi nella Villa Pacini.

Sia il tre sera che nei giorni successivi della Festa, gli ingressi del pubblico nella piazza Duomo saranno contingentati per evidenti ragioni di sicurezza.
Padre Barbaro Scionti e Antonio Di Mauro, rispettivamente parroco e responsabile prevenzione e sicurezza della Cattedrale, nel sottolineare la grande attenzione per i disabili, hanno evidenziato: “La festa di Sant’Agata è tutt’altro che blindata, bensì aperta e inclusiva come è sempre stata. Sono giornate di fede e devozione -ha detto Padre Barbaro-. I giorni di Sant’Agata non sono una Kermesse, ma una festa cristiana dove si celebra una Santa Martire per la fedeltà a Cristo. Tutti siamo chiamati a rispettare le regole affinché ciascuno possa esprimere con compostezza la propria fede e la propria devozione”.

Un messaggio è stato fatto pervenire dal presidente del consiglio comunale Sebastiano Anastasi a nome del civico consesso:”Forti della devozione a Sant’Agata, dobbiamo operare con l’attenzione costante verso gli ultimi, verso chi silenziosamente soffre, verso le periferie dove le  istituzioni devono ancora più dare testimonianza e massima credibilità. Per questo occorre sempre un supplemento di responsabilità in più per Catania, imparare a conoscere meglio le sue Donne, la  nostra stessa Santa Patrona Agata, la <<Splendidissima>> come la definì Papa Giovanni XXIII; una Santa che ha lasciato segni ancora visibili nei suoi luoghi sacri della devozione”.

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