Le difficoltà dell’adolescenza, le fragilità, l’amore e le memorie in “Kryptonite” di Orazio Condorelli, in scena al Centro Zo di Catania, produzione Santabriganti

Peppe Macauda in Kryptonite (Foto Giansalvo Cannizzo)

Siamo un insieme variegato di storie, siamo noi stessi una storia – con un inizio ed una fine a sorpresa – ed amiamo le storie. Dalle più complicate alle più semplici. Ed il regista catanese Orazio Condorelli, al Centro Zo di Catania, con la sua pièce “Kryptonite”, domenica scorsa ha raccontato proprio una storia in cui ognuno di noi può identificarsi, può trovare aspetti che lo riguardano, nella sua crescita, nelle sue aspettative, nei suoi ricordi. Il lavoro “Kryptonite” è proposto dall’associazione culturale Santabriganti di Vittoria con la regia dello stesso autore, con l’interpretazione di Peppe Macauda ed il disegno luci di Salvatore Frasca.

La locandina

Lo spettacolo, in circa 50’, racconta le emozioni, i rapporti, le indecisioni, i batticuori di un giovane che vive la sua adolescenza che lo porta ad innamorarsi della ragazza dai capelli rossi, Lidia Leggio (L.L. come Lois Lane), incontrata in una festa, tra le avventure del suo supereroe preferito, quel Superman che lo accompagnerà nel suo percorso di crescita. Pochi oggetti in scena, un microfono, una maschera anti gas, una bicicletta a terra, un lampeggiatore e poi tanta grinta: quella del protagonista, interpretato da Peppe Macauda, un giovane che vive la sua estate tra la famiglia, l’incontro-scontro con i suoi coetanei che lo prendono in giro, con la ragazza dei capelli rossi e il suo amore per i fumetti, per Superman. Protagonista la crescita di un ragazzo dove emergono le sue debolezze, le sue fragilità (che non nasconde ma che ha il coraggio di mostrare agli altri), il rapporto col padre, la ragazza, i soprusi dei suoi coetanei, il nomignolo che gli viene affibbiato e gridato in faccia (“testa di mulingiana”), l’estate del 1989, la caduta del muro di Berlino, la morte del padre, una cartolina ricordo e la spinta a continuare, a non mollare mai.

Alla fine rivedendo i suoi giorni passati, in un presente diverso, cambiato, le parole del padre gli saranno più chiare e decifrabili e, come sempre, lo incoraggeranno, ad andare avanti.

Peppe Macauda in scena

L’interprete Peppe Macauda ed Orazio Condorelli, autore e regista catanese, formano un duo affiatato e vincente, già applaudito in “La Famiglia M.” e che in “Kryptonite” trasmette al pubblico emozioni, grazie ad una storia di vita e d’amore che convive in qualche modo con il mondo della fantasia, ma riesce a toccare temi forti, quali la memoria e la perdita, senza far mancare allo spettatore momenti di spensieratezza.

L’autore racconta una storia lineare, ricca di emozioni semplici, che toccano il cuore e l’interpretazione di Peppe Macauda – sostenuto dal gioco luci e dall’azzeccata scelta delle musiche (tra queste ricordiamo l’evocativa “Rock ‘N’ Roll Robot“ di Alberto Camerini -, disegna con efficacia le paure, le fantasie, le passioni del giovane protagonista.

Alla fine gli applausi del pubblico del Centro Zo che mostra di gradire l’appassionata interpretazione di Peppe Macauda ed il breve, ma intenso, testo di Orazio Condorelli che affronta questioni comuni a tutti noi come l’amore, la memoria, il distacco, il coraggio e soprattutto il desiderio di non arrendersi mai.

Trailer “Kryptonite”

di Maurizio Sesto Giordano 697 articoli
Giornalista con esperienza trentennale nella carta stampata, ha collaborato per oltre venticinque anni col “Giornale di Sicilia”. Cronista e critico teatrale, da anni collaboratore dell’associazione Dramma.it, cofondatore nel 2005 del quotidiano di informazione www.cronacaoggiquotidiano.it. Esperto in gestione contenuti, editing, video, comunicazione digitale e newmedia, editoria cartacea, consulenza artistica, teatrale e sportiva.

Diventa il primo a commentare

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*