“Le Vie dei Tesori” 19 luoghi a Catania, 7 ad Acireale nei weekend di ottobre

Si visiterà una tomba di epoca romana del tutto sconosciuta perché nascosta nei sotterranei di un palazzo. E ancora, botteghe d’arte, ex calzaturifici trasformati in gallerie segrete, cripte e grotte, musei gioiello, chiese; e in corsa si è aggiunta anche la pinacoteca della Città Metropolitana. Catania è pronta a rimettersi in gioco per questa quinta edizione delle Vie dei Tesori che accoglie anche Acireale con un programma molto più articolato dello scorso anno. Ma quelle che veramente intrigano sono le esperienze: che toccheranno ogni ambito, dai maestri d’ascia di una volta alle coltivazioni di funghi giapponesi nelle grotte laviche, dai giardini tropicali con i percorsi sensoriali, dalle esperienze rurali in collina all’ecoparco popolato da alpaca e tanti altri animali. Ad Acireale si visiteranno chiese austere alla luce delle candele o si seguiranno le mani di una “maestra” della cartapesta, si scoprirà il più grande presepe napoletano … a sud di Napoli, o ci si muoverà sulle tracce dei “nevaroli”. Insomma, si sta preparando un’edizione fantastica, che prenderà il via sabato 1 ottobre e andrà avanti per cinque weekend (sempre sabato e domenica) fino al 30 ottobre.

Grande novità dell’anno, una App agile e funzionale, scaricabile gratis, dove avere tutte le informazioni per vivere il festival, acquistare i coupon, avere in tempo reale le notifiche sull’ultimora. La prima App che rende fruibile in modo innovativo il patrimonio delle città.

“Ci sono anche luoghi sempre visitabili ma che i catanesi stessi non conoscono – spiega Valentina Noto, della direzione Cultura del Comune di Catania – Stiamo pensando ad un biglietto cumulativo ridotto in maniera tale da far rete con i luoghi del festival”. “Abbiamo perso con piacere la nostra  “geolocalizzazione” palermitana per allargarsi alla Sicilia – interviene Marcello Barbaro, vicepresidente della Fondazione Le Vie dei Tesori – Il nostro marchio, lo storytelling, permette di far capire il senso di un luogo che si “racconta” al pubblico del festival. E’ un modello che siamo felici possa creare senso di comunità e coinvolgere i giovani e le scuole”. Come i ragazzi del liceo Galileo Galilei che condurranno alcune visite. Un progetto che quest’anno accoglie una sezione importante dedicata a Acireale. “Portare i visitatori a meravigliarsi e far proprio il piacere di scoprire: è un obiettivo che ci siamo posti e che vorremmo passare ai giovani – interviene don Roberto Fucile,  direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale del Turismo.

Cinque weekend, quindi, per un nuovo festival di “riappropriazione della bellezza”, che cerca di scrollarsi di dosso le restrizioni e le paure post pandemia. Oggi che la normalità sembra riacquistata, si torna felicemente allo storytelling nei luoghi, alle visite condotte dai giovani, al racconto delle comunità che si riappropriano degli spazi. Un festival che è nato nel cuore dell’Università di Palermo nel 2006 con l’obiettivo di disseminare cultura e conoscenza fuori dalle aule accademiche; che ha sperimentato, cercato, scoperto percorsi e siti, restituito luoghi ed è cresciuto ogni anno. Scelto quest’anno dall’assessorato regionale al Turismo tra le manifestazioni che promuovono SeeSicily, Le Vie dei Tesori, con il supporto del main sponsor Unicredit – Sentiamo la piena responsabilità di essere partner di un progetto importante di sviluppo del territorio” dice Salvo Messina, direttore di mercato Catania di Unicredit – ha saputo creare sinergie e dialogo, e attivato un progetto che si compie grazie alla collaborazione di oltre 200 partner: Regione, Atenei, Comuni, Diocesi, gestori privati, istituzioni dello Stato, proprietari di palazzi nobiliari, col sostegno di Poste Italiane.

Quest’anno Le Vie dei Tesori sono di nuovo pronte alla sfida: con i Borghi dei tesori che hanno fatto da apripista e hanno messo insieme ventiseimila presenze; e con la prima tranche del festival in otto città, e sono stati altri quarantamila e più visitatori. Ora siamo alla seconda parte: domani (30 settembre) prende il via Palermo, il programma più “pesante” di 150 tra luoghi ed esperienze;  sabato, con Catania, anche Ragusa e ScicliAlcamoCarini e Cefalù, dove il festival durerà tre fine settimana.

IL PROGRAMMA DI CATANIA

Tra palazzi nobiliari e chiese, una grotta sotterranea dove scorre ancora il fiume e una tomba romana visitabile per la prima volta, Catania è pronta a mettersi in mostra. Molti luoghi sono tornati a grande richiesta, nel programma costruito per il primo anno da Alessandra Fabretti (“Aiutiamo Catania a crescere ancora, dobbiamo stupirci delle cose belle. E invitare i giovani a cercare ciò che non appare a prima vista”, dice). Ci saranno cinque weekend per scendere nelle cavità formate dalla lava sotto la città, come nella grotta dell’Amenano o entrare alla Società Storica Catanese (che conoscono solo i cittadini e neanche tutti) dove si scoprirà la “stanza dei re” con documenti dal 1816 al dopoguerra. Dalla chiesa di santa Chiara dove Verga ambientò “Storia di una capinera” si passerà a Santa Maria di Gesù che è uno scrigno di preziose opere d’arte, non perdete la Madonna con bambino di Antonello Gagini e il trittico di Antonello da Saliba. Dal Bastione degli Infetti voluto da Carlo V, che ospitò un lazzaretto seicentesco, al castello Ursino costruito da Federico II che ha resistito ad ogni calamità. Ritorna dopo tempo il Museo Belliniano nell’anno in cui si celebra il grande compositore catanese. Le mani d’oro: quelle dei pupari storici, i Fratelli Napoli che apriranno il loro laboratorio; e le altre, di mastro Alfredo Guglielmino che alla bottega Cartura crea impalpabili delicatezze di carta. Alla Cappella Bonajuto vi parleranno di come Houel ne subì il fascino bizantino, nella cripta di Sant’Euplio, la storia del martire cristiano; poi palazzo Asmundo di Gisira divenuto un albergo di charme, Palazzo della Cultura restaurato, l’Istituto Ardizzone Gioeni con il suo chiostro neogotico e una chiesetta con strani mosaici; Villa Manganelli con i suoi richiami liberty ideati dal Basile. Si ritorna ad ammirare i rimandi sfacciati al Rinascimento fiorentino di Palazzo Scuderi Libertini: fatevi mostrare il loggiato defilato e la terrazza affacciata sul giardino. E una sorpresa attende chi deciderà di visitare l’ex industria delle calzature EGA, 850 metri quadrati, su tre livelli in stile Decò: un passaggio segreto conduce al piccolo teatro Dusmet dove hanno esordito Pippo Baudo, Pippo Pattavina, Leo Gullotta, Turi Ferro e Tuccio Musumeci. Si aggiunge in corso anche la Pinacoteca della Città Metropolitana “che – come spiega Silvana Bonaccorso – è un luogo semplice e nascosto, l’unico gratuito per chi organizza eventi culturali. Ma non perdete la cripta che è un gioiello”.

Ed eccoci alle esperienze, punto di forza del festival, un modo per riprendersi lo spazio, dedicando tempo a se stessi. In città si visiterà per la prima volta una tomba romana di età repubblicana che sbuca da un garage sotto un complesso di ex case popolari costruito nel dopoguerra proprio su un’antica necropoli. Del tutto inedita, sarà la sorpresa del 30 ottobre, a chiusura di festival, come spiega Elisa Tomarchio del comitato Antico Corso; ma si raggiungerà anche piazza Scammacca, il primo mercato metropolitano della città, progetto di riqualificazione urbana e di recupero del territorio.

Si andrà per mare – per tentare i fondali con un sub esperto, scoprire l’arte antica del costruttori di barche Rodolico ad Acitrezza (dove si arriva anche via terra seguendo virtualmente i viaggiatori del Grand Tour), o veleggiare guardando Ognina. Si potrà scoprire un angolo di paradiso sulla lava (il Parco Paternò) a Sant’Agata Li Battiati; condurre un percorso sensoriale tra rare piante tropicali e subtropicali, visitare un parco esotico calato tra reperti antichi a Mascalucia o scoprire l’orto sostenibile e il frutteto biologico di Stanze in fiore (lo racconta Rossella Pezzino De Geronimo che da quarant’anni cerca di insegnare l’amore per la natura e il mangiare sano alle giovani generazioni) o perdersi tra installazioni di arte contemporanea e bellezze naturali alla Fondazione La Verde La Malfa a San Giovanni La Punta. Le curiosità: i funghi giapponesi Shiitake coltivati tra i trucioli di castagno nelle grotte laviche, sono diventati anche un ricovero per le api (un progetto straordinario che unisce la sostenibilità al benessere, lo firma Basilio Busà); l’ecoparco di Viagrande dove vivono animali “stranieri” come gli alpaca, ma dove ci sono anche un relais nato da una nobile residenza di campagna e una villa nobiliare diventata spesso set; ancora l’esperienza rurale a Trecastagni dove si proverà l’introvabile Donnavita, il liquore dell’Etna; la “raccoglitrice” e narratrice di nocciole di Linguaglossa.  

Le passeggiate sono quattro: si ripercorrerà la storia della grande colata di lava che distrusse Mascali nel 1669; si raggiungeranno le bocche eruttive del lato sud dell’Etna; si scoprirà Trecastagni con un trekking urbano e si cuciranno i diversi film che hanno scelto Viagrande come set.

ACIREALE

Inserito quest’anno nel programma di Catania, ecco Acireale che quest’anno ha costruito un programma denso e bellissimo. A partire dalla biblioteca Zelantea con i suoi 250 mila volumi, incunaboli, manoscritti, edizioni rare; la chiesa di San Benedetto con le rifiniture in oro sulle pareti e sul soffitto; la barocca San Francesco di Paola,  costruita anche grazie al lavoro forzato dei carcerati; l’antichissima Sant’Antonio di Padova dove si salirà sul campanile e sarà anche possibile suonare le campane; santa Maria Maddalena, austera e severa, con ancora i colatoi: si visiterà a lume di candela. Due siti diversi: un presepe in stile partenopeo, il più grande mai realizzato a sud di Napoli con ben 150 personaggi tra le caratteristiche rovine pompeiane; e il Museo del Carnevale a cui è dedicata la festa più artigianale che esista, dove ogni singolo pezzo, maschera, calco, prevede la lunga opera dei maestri.

Acireale per il primo anno ha preparato anche un denso programma di esperienze: si potrà ascoltare un famoso violinista come Sebastiano Battiato nellabasilica di San Pietro e Paolo; seguire un percorso sensoriale tra vino e piante aromatiche nell’ex convento Batia dell’Arcangelo Gabriele (e gusterete la spremuta di melograno appena raccolto), dove sarà anche possibile osservare le stelle con un esperto archeoastronomo. Si correrà all’interno delle Chiazzette con l’istruttrice e si seguiranno le tracce dei “nevaroli”che un tempo lontano realizzavano gelati e sorbetti; si scopriranno i metodi di lavorazione della cartapesta con una “maestra”come Laura Laudani e i bambini modelleranno l’argilla con gli archeologi. Infine si visiterà  palazzo Martino Fiorini, una meraviglia di affreschi e antichi cimeli di famiglia, fino alla terrazza che domina tetti e campanili; e se non ne avete abbastanza ecco anche la terrazza panoramica del Raciti Palace, da un lato l’Etna e dall’altro il mare.

I TOUR DI AUTOSERVICE

Durante il festival sarà possibile raggiungere alcune tra le città da Palermo tramite i bus navetta messi a disposizione da Autoservice: un modo per visitare i luoghi in tutta tranquillità, senza dover pensare al mezzo di trasporto o al posteggio sul posto, un’alternativa già offerta nelle passate edizioni che aveva riscontrato un ottimo successo. Si può già prenotare sul sito il tour da Palermo a Catania, il 23 ottobre. Informazioni: 091 842 0004, tutti i giorni  10-18 | www.leviedeitesori.com

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