Al “Brancati” di Catania una serata ricca di sorrisi, emozioni e di pathos con la pièce “Mettici la mano” di Maurizio De Giovanni

Antonio Milo e Adriano Falivene - Foto Anna Camerlingo

Emozioni, sorrisi e qualche lacrima nel finale, per l’intensa pièce “Mettici la mano” di Maurizio De Giovanni, progetto nato come una costola della fortunata serie tv “Il commissario Ricciardi” e che vede protagonisti, stavolta sulla scena teatrale, due dei suoi personaggi più riusciti ed apprezzati, il brigadiere Maione, interpretato da Antonio Milo ed il femminiello Adriano Falivene nei panni di Bambinella. Prodotto dal Teatro Diana di Napoli, lo spettacolo – in scena al “Brancati” di Catania fino a domenica 22 gennaio nell’ambito dell’odierna stagione di prosa – e diretto con mano felice da Alessandro D’Alatri, vede anche la presenza di Elisabetta Mirra nel ruolo di Melina e che rappresenta all’interno della storia la figura del giovane sacrificio femminile nei difficili anni della guerra, nella primavera del ’43.

I tre protagonisti dello spettacolo

Lo spettacolo, in circa 85 minuti, a parte la convincente interpretazione dei tre protagonisti, piace soprattutto per l’ottimo impianto scenografico di Toni Di Pace che, con al centro la “Madonna dei sette dolori” sempre disposta a dare consolazione a chi le chiede aiuto, presenta al pubblico, in una sorta di scantinato/rifugio di un antico palazzo napoletano, archi, scale, spazi nascosti e magicamente illuminati dal disegno luci di Davide Sondelli, i costumi sono di Alessandra Torella e le musiche originali di Marco Zurzolo. Particolarmente efficaci durante la pièce gli “effetti speciali” dei bombardamenti nella Napoli del ’43 e i conseguenti rumori, le vibrazioni, la polvere che si solleva e che coinvolgono ancor di più il pubblico presente in sala. Tutto perfettamente orchestrato e di notevole impatto e suggestione per gli spettatori.

La storia raccontata da Maurizio De Giovanni, con la sua arguta penna, vede in un seminterrato, alla presenza della “Madonna dei sette dolori”, un particolare terzetto formato dal brigadiere Raffaele Maione, dal femminiello che esercita con leggerezza e comica bonarietà la prostituzione (Bambinella) e da una ragazzina, Melina, colpevole di un omicidio e che custodisce gelosamente il segreto che l’ha portata a tale reato. In quell’improvvisato rifugio vengono quindi a ritrovarsi ed a confrontarsi Bambinella, femminiello che conosce tutto di tutti e il Brigadiere Raffaele Maione, che ha appena arrestato la ventenne Melina che ha sgozzato nel sonno il Marchese di Roccafusca, di cui la ragazza era la cameriera e non solo. Man mano, tra i rumori assordanti delle bombe che cadono sempre più vicine, tra la paura e la polvere, i tre iniziano un serrato dialogo rivolgendosi anche alla Madonna ed emergono quindi tematiche e riflessioni sempre attuali sulla vita e la morte, la giustizia e la fede, ma anche sulla fame e sull’arroganza del potere. A poco a poco si scopre il segreto di Melina e perchè ha ucciso il Marchese di Roccafusca, mentre il brigadiere Maione tutela il suo ruolo e la legge, Bambinella difende la giovane Melina e la Madonna assiste al loro intenso confronto come un silenzioso, saggio e comprensivo giudice, pronto a perdonare ed a ridare speranza e vita per un nuovo inizio.

Adriano Falivene e Elisabetta Mirra – Ph. Anna Camerlingo

Applauditissimi dal pubblico Antonio Milo e Adriano Falivene nei panni del brigadiere Maione e Bambinella, personaggi che sposano e indossano alla perfezione e già amati per la loro presenza nella fiction Rai “Il Commissario Ricciardi”. Milo e Falivene alternano comicità e dramma con grande capacità espressiva ed una notevole presenza scenica, facendosi amare ancor di più dal pubblico in sala. Estremamente convincente poi, nel complicato ruolo di Melina, la giovane Elisabetta Mirra che da vita ad una performance carica di pathos. Rigorosa e molto attenta ai personaggi la regia di Alessandro D’Alatri.

Alla fine reiterati applausi al “Brancati” per una commedia da non perdere, che fa riflettere, fa sorridere ed anche piangere. Uno spettacolo che riconcilia davvero col buon teatro. “Mettici la mano” replica a Catania sino a domenica 22 gennaio.

La scheda

Mettici la mano

di Maurizio De Giovanni

Regia Alessandro D’Alatri

con Antonio Milo, Adriano Falivene, Elisabetta Mirra

Scene: Toni Di Pace

Costumi: Alessandra Torella

Musiche: Marco Zurzolo

Disegno Luci: Davide Sondelli

Produzione Diana Or.i.s.

Foto Anna Camerlingo

Teatro Vitaliano Brancati di Catania – Stagione 2022-2023- 12-15-19-22 Gennaio 2023

di Maurizio Sesto Giordano 699 articoli
Giornalista con esperienza trentennale nella carta stampata, ha collaborato per oltre venticinque anni col “Giornale di Sicilia”. Cronista e critico teatrale, da anni collaboratore dell’associazione Dramma.it, cofondatore nel 2005 del quotidiano di informazione www.cronacaoggiquotidiano.it. Esperto in gestione contenuti, editing, video, comunicazione digitale e newmedia, editoria cartacea, consulenza artistica, teatrale e sportiva.

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