Al “Brancati” di Catania, fino al 17 Marzo, “Malìa” di Luigi Capuana, storia di amore e morte, diretta da Armando Pugliese

Una scena di "Malìa" (Ph. Dino Stornello)

Continuano le repliche al Teatro Brancati di Catania, nell’ambito dell’odierna stagione di prosa, dello spettacolo “Malìa” di Luigi Capuana, una storia d’amore e di passione, un dramma che propone al pubblico un’altalena  di emozioni e di sentimenti che vanno dall’amore alla gelosia, dall’ingenuità al sospetto, dalla consapevolezza alla violenza e che consegnano allo spettatore un lavoro che nei suoi tre atti fotografa soprattutto quell’atmosfera siciliana di fine Ottocento dove l’odio e la superstizione regnavano in una società contadina legata ai suoi riti di tutti i giorni. Lo spettacolo, prodotto dal Teatro della Città – Centro di Produzione Teatrale, sarà in scena fino al 17 Marzo e vede in cabina di regia Armando Pugliese, tra i più autorevoli registi italiani contemporanei, che propone una edizione in lingua siciliana dell’opera di Capuana con qualche riserva e che si avvale di un affiatato cast, dei costumi e dell’impianto scenico – grigio e povero di arredi – firmato da Dora Argento e delle luci di Sergio Noè.

Angelo Tosto e Guia Jelo (Foto Dino Stornello)

Nei tre atti scorrevoli, ma anche con qualche pausa, emergono il sospetto, la pratica della magia e dell’incantesimo che si intrecciano con la passione irrefrenabile e con l’odio violento che finiscono col prevalere sui buoni sentimenti e sulla semplicità siciliana di quei tempi. La storia è quella di Jana, promessa a Ninu, il classico “pezzo di pane”, innamorato perso di lei, benvoluto ed onesto lavoratore.

Jana, figlia di massaru Paulu ‘Nsiddu, però, è preda della “Malìa”, del fuoco della passione per Cola, giovane spaccone che, pur condividendo il sentimento, sposa invece Nedda, la sorella di Jana e quest’ultima prima trattiene, controlla a stento, il suo stato d’animo ma poi le sue condizioni si aggravano ed è combattuta tra il voler essere onesta nei confronti della sorella e del suo matrimonio e l’ardente e schizofrenica passione per Cola, il marito di Nedda. Per lo stato d’animo di Jana, la zia Pina chiede l’intervento di don Sciaveriu Teri con le sua arti magiche ed i suoi amuleti, ma nemmeno il suo operato o l’allegria civettuola del barbiere Taddarita e la musica di mastru Nunziu, con la sua fisarmonica, riescono a bloccare, ad evitare il tragico evolversi della vicenda.  Ninu, infatti, dopo aver conosciuto il nome dell’uomo che insidia Jana, accecato dalla gelosia, affronta il bellimbusto Cola e gli taglia la gola.

Gli applausi finali – Foto Dino Stornello

In un dialetto catanese che, a tratti, risulta incomprensibile, i tre atti vedono protagonisti in scena Guia Jelo nel ruolo dell’impicciona Zia Pina, Angelo Tosto (Don Sciaveriu Teri), Riccardo Maria Tarci (il padre delle due sorelle, massaru Paulu  ‘Nsiddu), Plinio Milazzo (il barbiere Taddarida), Barbara Giordano (l’isterica Jana), Marcello Montalto (il promesso sposo Ninu), Roberta Rigano (la sorella Nedda), Giuseppe Schillaci (il bellimbusto Cola), Lorenza Denaro (la serva Catarina).

Ad allietare la vicenda la musica dal vivo, con la sua fisarmonica, di Puccio Castrogiovanni, nel ruolo di Mastru Nunziu, che non disdegna – tra una suonata e l’altra – un buon bicchiere di vino.

Alla fine, per l’intero cast e per lo spettacolo, gli applausi del pubblico che ha apprezzato questo salto nellla semplice e sanguigna società contadina di fine Ottocento con le sue emozioni e le intense e spesso tragiche pulsioni d’amore. Si replica, come detto, fino al 17 Marzo.

Uno spettacolo, quindi, che sa di antico e moderno, in quanto parla di amore e di odio, di passione sfrenata, di gelosia e morte,  con una storia che, così come a fine Ottocento, possiamo ritrovare ai nostri giorni, dove diventano protagonisti gli eccessi, le passioni incontrollabili, gli amori e le gelosie che poi finiscono per sfociare in inutili violenze.

Scheda

Malìa
di Luigi Capuana

regia Armando Pugliese

con Guia Jelo, Angelo Tosto, Riccardo Maria Tarci, Plinio Milazzo, Barbara Giordano, Marcello Montalto, Roberta Rigano, Giuseppe Schillaci, Lorenza Denaro
musiche originali eseguite dal vivo da Puccio Castrogiovanni

costumi e impianto scenico Dora Argento

sarte Sorelle Rinaldi

luci Sergio Noè

assistenti Leandra Gurrieri, Marianna Occhipinti, Enrico Vaccaro

Produzione Teatro della Città – Centro di Produzione Teatrale

Teatro Vitaliano Brancati, dal 28 Febbraio al 17 Marzo

Di Maurizio Sesto Giordano 494 Articoli
Giornalista con esperienza trentennale nella carta stampata, collabora da oltre venti anni col “Giornale di Sicilia”. Cronista e critico teatrale, da anni collaboratore dell’associazione Dramma.it, cofondatore nel 2005 del quotidiano di informazione www.cronacaoggi.it. Esperto in gestione contenuti, editing, video, comunicazione digitale e newmedia, editoria cartacea, consulenza artistica, teatrale e sportiva.

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