Mistero, relax e riflessioni sulla giustizia al “Piccolo” di Catania con “Un gioco stupendo” proposto da “Gli Instabili”, diretti da Nicola Alberto Orofino

Una scena della piece (Ph. Gianluigi Primaverile)

E’ una proposta densa di sollecitazioni e che soprattutto, tra interrogativi e sorrisi, fa trascorrere sessanta minuti sereni. La pièce in questione è “Un gioco stupendo” rappresentata al Piccolo Teatro della Città di Catania dalla compagnia Gli Instabili, gruppo affiatato che quest’anno ha festeggiato venti anni di attività all’insegna della vibrante passione per il teatro, regalando emozioni e stupori agli spettatori, grazie ad un’atmosfera di eleganza e attesa, specialità performativa della compagnia. Dopo l’applaudita esibizione dello scorso anno Gli Instabili sono tornati in scena ancora con la regia di Nicola Alberto Orofino che ha dato la sua riconoscibile impronta alla pièce conferendole scorrevolezza e leggerezza, supportato da un cast di assodate qualità.

I protagonisti di “Un gioco stupendo” (Foto di Gianluigi Primaverile)

Lo spettacolo, atto unico ed intenso di circa 60′, con una drammaturgia elaborata dalla stessa compagnia, vede protagonista un certo signor Alfredo Traps, rappresentante di articoli tessili che per un incidente automobilistico si ferma per la notte, nelle campagne svizzere, in una villa luminosa e chiede ospitalità al proprietario, un giudice in pensione. Viene accolto molto volentieri e presto arrivano anche degli ex colleghi in pensione per una serata gioiosa. Dopo cena inizia il gioco preferito dal gruppo ovvero riprodurre i processi storici come quello a Gesù o il processo di Socrate o ancora quello di Giovanna D’Arco. Si gioca con materiale umano e si finisce per accusare Traps di aver ucciso il suo capo per succedergli nell’incarico di rappresentante, visto che durante la cena proprio Traps racconta di vecchie ostilità con il suo ex titolare e della tresca con la moglie. Il gruppo della villa è formato da un uomo (maggiodomo e boia) e da ben cinque donne che impersonano giudici, pubblico ministero e avvocati. Il protagonista accetta il gioco- processo con entusiasmo, anche se il suo avvocato difensore, uno dei commensali, lo avverte che è da pazzi professarsi “innocente” davanti a quel tribunale privato e che è meglio incolparsi subito di un reato minore, dato che è complicato voler conservare la propria innocenza fino in fondo.

L’esito del processo per l’imputato sarà grottescamente spaventoso e lo spettacolo, tra momenti di suspence, di ilarità e di brani musicali alquanto piacevoli (citiamo tra gli altri “Vivere” di Claudio Villa, “I tuoi capricci” di Neil Sedaka, “100 days, 100 nights” di Sharon Jones,  “Limbo rock” di Chubby Checker) porta a galla tematiche relative alla giustizia dei nostri processi o ancora alle meschinità perbeniste, al confine tra bene e male ed a cosa si può definire giusto o quanto contano i pensieri delittuosi nella definizione dei nostri comportamenti concreti.

L’avvocato difensore, Anna Di Mauro

Attraverso una rappresentazione grottesca e divertente, lo spettacolo racconta la scomoda verità sul mondo della giustizia, facendo emergere come quest’ultima, con i suoi meccanismi di indagine, non sia sostanzialmente in grado di dimostrare la “verità dei fatti”.

Tanti quindi gli aspetti, gli interrogativi, che solleva – con leggerezza e piacevolezza – la pièce diretta con la solita padronanza da Nicola Alberto Orofino che si avvale di un cast affiatato, formato dal protagonista, il surreale Sergio Trefiletti, nei panni del signor Traps, da Carmelo Scaccianoce (il maggiodomo – boia), da Anna Di Mauro (il puntuale e frizzante avvocato difensore di Traps) e, nei ruoli dei giudici, dalle convincenti Luciana Camano, Rita Patti, Gabriella Russo, Marika Russo.

I personaggi stessi della pièce sviluppano una visione negativa della società e soprattutto della giustizia. Pochi elementi scenici, un uomo qualunque, un’auto in panne, un gruppo di amici ormai in pensione, una cena ed un processo simulato portano lo spettatore alla risata e contemporaneamente a tante riflessioni e alla fine per la compagnia, il regista e gli interpreti i meritati applausi.

Gli applausi finali (Ph. Gianluigi Primaverile)

Scheda

Un gioco stupendo

con Luciana Camano, Anna Di Mauro, Rita Patti, Gabriella Russo, Marika Russo, Carmelo Scaccianoce, Sergio Trefiletti.

Regia di Nicola Alberto Orofino

Vocal coach Giovanna Saffo

Assistente Gabriella Caltabiano

Gli Instabili – Piccolo Teatro di Catania

23 e 24 Marzo 2019

Foto di scena Gianluigi Primaverile – Si ringraziano Francesco Bernava e Filippo Trepepi per la collaborazione.

Video “I tuoi capricci” di Neil Sedaka

 

di Maurizio Sesto Giordano 579 Articles
Giornalista con esperienza trentennale nella carta stampata, ha collaborato per oltre venticinque anni col “Giornale di Sicilia”. Cronista e critico teatrale, da anni collaboratore dell’associazione Dramma.it, cofondatore nel 2005 del quotidiano di informazione www.cronacaoggiquotidiano.it. Esperto in gestione contenuti, editing, video, comunicazione digitale e newmedia, editoria cartacea, consulenza artistica, teatrale e sportiva.

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